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Un contratto di assicurazione può avere come oggetto eventi dannosi riguardanti beni materiali o la salute e la vita degli assicurati.
Per quanto riguarda i beni materiali, si possono distinguere le assicurazioni contro i danni e le assicurazioni contro la responsabilità civile. Nelle assicurazioni contro i danni viene garantito l’indennizzo di un danno economico diretto, cioè che riguarda un bene materiale dell’assicurato. Rientrano in questa categoria le assicurazioni contro i danni derivanti da incendi di case e pubblici esercizi , furti e rapine, furti di autoveicoli o di altri beni. Nelle assicurazioni contro la responsabilità civile viene garantita la copertura di un danno per cui l’assicurato è responsabile nei confronti di una terza persona: ad esempio i danni causati dall’assicurato nella guida di un veicolo. In questo ambito esistono inoltre delle polizze che combinano i due aspetti e coprono sia i danni agli autoveicoli sia la responsabilità civile nei confronti di terzi coinvolti.
L’assicurazione sulla vita comprende diverse tipologie, tra cui le più importanti sono l’assicurazione per il caso di morte e l’assicurazione per il caso di sopravvivenza. Nelle assicurazioni per il caso di morte, la compagnia versa al momento della morte dell’assicurato un determinato indennizzo a terze persone (i beneficiari della polizza). Esistono anche assicurazioni per il caso di morte nelle quali il pagamento avviene solo per un certo numero di anni o fino al raggiungimento di una determinata età (dette assicurazioni per il caso di morte con pagamento dei premi limitato nel tempo) ed altre nelle quali il premio viene pagato solo se l’assicurato muore entro un determinato periodo di tempo (dette assicurazioni temporanee).
La varietà di polizze disponibili attualmente consente di realizzare combinazioni secondo le esigenze dei clienti. Particolarmente comuni sono le polizze sul reddito familiare, in cui una polizza per il caso di morte si combina con una a termine per fruttare un reddito durante un certo periodo, in genere finché i figli sono in minore età. Una polizza simile è quella sulle ipoteche, che fornisce un rendimento per estinguere l’ipoteca su una proprietà.
Una terza categoria di assicurazione è la “riassicurazione”, che consiste in un contratto stipulato tra due compagnie di assicurazione, di cui una paga all’altra un premio affinché la seconda assuma una parte del rischio. Basato sullo stesso principio dell’assicurazione, questo meccanismo consente a una compagnia di ripartire ulteriormente il rischio da essa sostenuto e di far fronte alle obbligazioni nei confronti degli assicurati.



Il principio dell’ assicurazione moderna


L’attività economica di una compagnia di assicurazione è diretta a conseguire un profitto dalla differenza fra il totale dei premi versati e quello degli indennizzi corrisposti. Una compagnia di assicurazione deve essere perciò in grado di calcolare la probabilità del verificarsi degli eventi dannosi, oggetti di copertura assicurativa. Per esempio, per l’assicurazione sulla vita, i premi assicurativi sono calcolati sulla base dei tassi indicati dalle tabelle di mortalità. Analogamente, per l’assicurazione sul furto d’auto, i premi sono calcolati sulla base delle statistiche cittadine, provinciali o regionali sui furti d’auto, e così via.
A partire da queste valutazioni, la compagnia decide quali coperture comprendere e quali premi e indennizzi prevedere. Questa decisione è soggetta a un rischio, perché si basa sulla probabilità di eventi futuri, ed è questa la ragione per cui in tutte le economie sviluppate le compagnie di assicurazione sono soggette a stretta vigilanza da parte dello stato.


Quando taluni eventi sono potenzialmente molto dannosi o sono molto frequenti, taluni stati prevedono l’obbligatorietà dell’assicurazione. Ad esempio, alcuni esercizi commerciali sono obbligati ad assicurarsi contro l’incendio e in molti paesi è obbligatoria l’assicurazione sulla responsabilità civile per i danni causati a terzi nella guida di veicoli stradali.
Dal punto di vista giuridico, un contratto di assicurazione valido deve possedere un elemento di condizionalità: ciò vuol dire che l’evento contro il quale ci si assicura deve essere possibile ma non certo e sostanzialmente al di fuori del controllo dell’assicurato e dell’assicuratore. Inoltre il verificarsi dell’evento negativo deve causare all’assicurato un danno suscettibile di valutazione economica. Una polizza che non rispetti questi criteri è nulla.


Organizzazione del settore

In Italia agiscono numerose compagnie di assicurazione italiane e straniere, la maggior parte con forma giuridica di società per azioni. Le maggiori compagnie di assicurazione italiane sono tradizionalmente legate ad altre imprese e a banche, sia pubbliche sia private; il loro sviluppo economico è stato particolarmente favorito dalla legge che prevede l’obbligatorietà dell’assicurazione per la responsabilità civile nella guida di veicoli.
Accanto a queste grandi compagnie, vi sono ancora alcune mutue assicuratrici e società di mutuo soccorso. Le mutue assicuratrici non emettono azioni ma operano solo con il denaro dei premi versati; proprietari di queste compagnie sono i titolari di polizze, che condividono profitti e perdite.Le società di mutuo soccorso sono società senza fini di lucro, costituite per prestare assistenza ai membri e ad altri beneficiari. Tutte le compagnie di assicurazione sono soggette, in Italia, al controllo del ministero dellIndustria e dell’ISVAP, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni.