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 Il maggior rappresentante dell'empirismo. Secondo lui la conoscenza veniva conquistata con il tempo (e per questo fa riferimento alla differenza che esiste tra l'idiota, il bambino e l'adulto, ossia che l'adulto ha più esperienza). La ragione è un potere importante poichè gestisce i dati ricevuti dall'esperienza. Gli uomini tramite l'esperienza sensibile producono idee. Esse sono di 2 tipi: 
-riflessione, le idee dell'esperienza interna che riguardano la propria coscienza; 
-sensazione, le idee della realtà esterna, derivate dai sensi. 
Queste idee rimandano alle: 
-idee semplici, sono i mattoni della conoscenza (sempre vere); 
-idee complesse, unione di idee semplici che compongono la realtà e possono non essere sempre vere e rispecchiare la realtà poiché si deve verificare che l'aggregazione delle idee semplici, arrivi alla determinata idea complessa. 
Le idee complesse posso essere catalogate in tre modi: 
-modo, idee che non hanno nessun valore di se stesse, in quanto devono essere applicate ad un qualcosa per avere significato. 
-sostanza, idee che hanno valore per se stesse, con significato indipendente. 
-relazione, viene messa in evidenza una causa-effetto.L'una richiama l'altra e da sole non prendono lo stesso significato. 
Locke ha una conoscenza probabile e deriva dai sensi. Arriva a due certezze: 
-IO, arriva per via intuitiva (si rifa al concetto di COGITO ERGO SUM di Cartesio). 
-DIO, se l'io è intuizione, Dio va dimostrato. 
Per capire le cause di un intuizione vado a retroso arrivando al nulla, ma il nulla non produce nulla. Allora pongo un limite, prima di pensare ed andare a retroso tra le cause, ponendo Dio come causa fondamentale della realtà. 
Locke critica Hobbes per il suo linguaggio convenzionale, poichè per lui si deve utilizzare un linguaggio semplice che consenta di farsi capire da tutti ed evitare fraintendimenti. Egli scrive 2trattati sul governo civile e 2 saggi sulla tolleranza. Nel 1° trattato risponde ad alcuni filosofi e scrittori inglesi poichè credevano che il re avesse un potere divino, donatogli da Dio (per lui era solo basato su un caso di eredità). Nel 2° trattato dice che lo stato di natura è uno stato immaginario in cui gli uomini vivono senza regole. Mentre per Hobbes è una visione negativa, Locke ha una visione positiva poichè, nonostante l'uomo viva senza regole, continua a vivere attraverso la ragione, dono di Dio. L'uomo per Locke ha 3 diritti inalienabile: 
-vita; 
-libertà, l'uomo usa la ragione per essere libero; 
-proprietà. 
Per diventare stato civile si devono dare delle leggi. I cittadini, a quel punto, concentrano su un uomo (il re) il potere di controllare e aiutare il popolo a trovare obiettivi collettivi. Essendoci questa figura il popolo ha la GIUSTIZIA (senza farla da solo), ma in mancanza di essa si ha il diritto di creare una rivoluzione. Un'altro diritto è il LAVORO e questo deve essere proporzionale alla proprietà privata. Il lavoro fa accumulare beni, ma può essere deteriorato poichè i beni si possono deteriorare producendo uno spreco (albero di mele->vendute->soldi // albero di mele->non vendute->spreco). I beni ideali sono i metalli! Lo Stato ha il compito di controllare la proprietà privata. Il lavoro rende l'uomo autonomo. 
Nella tolleranza invece Locke, vede una sopportazione utopica di cittadini aventi religioni diverse. Scrisse un saggio, in cui divise il potere dello Stato e della Chiesa (Stato laico e chiesa come libera associazione di uomini e non come obbligo). I 2 poteri non devono intralciarsi l'un l'altro. La religione è sopportata in ogni forma tranne se intralcia lo Stato (processione, forma di esteriorità non accettabile). 
Tutti gli uomini devono avere una religione, poiché gli atei sono considerati inaffidabili e incapaci di affidarsi ad un Dio, quindi pensa come possano affidarsi agli uomini (per Locke non hanno principi e considerea l'ateismo come forma di asocialità). Infine, quindi il sovrano non può avere potere religioso sul suo popolo.