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Spesso sento affermare che la scienza è un dato di fatto, non una fede, ma cosa ci assicura che la scienza ci stia davvero portando sulla giusta strada per comprendere l'universo? Cosa ci assicura che esso sia totalmente comprensibile? E se fosse in gran parte troppo complicato per le nostre menti e noi ne stessimo studiando delle piccolissime insignificanti parti che ad una irrangiungibile visione olistica assumerebbero significato diverso? In questo caso la scienza ci starebbe fornendo solo dei traguardi illusori e lo scienziato sarebbe un uomo di fede che confida in una allettante prospettiva.

 

 

 La scienza è un metodo, un linguaggio interpretativo del reale. Come ogni metodo ha bisogno di postulare dei presupposti in sé indimostrabili: esiste un mondo oggettivo fuori di noi; tutto può venire ridotto a questa oggettività; questa realtà oggettiva non si dà spontaneamente nel suo vero significato, ma va interpretata e verificata secondo una precisa quantificazione matematica e condizioni al contorno che la rendano ripetitivamente misurabile e sempre riproducibile. 
Come diceva Kant e Bacone prima di lui la scienza non si mette all' ascolto della natura per come essa parla, ma forza la natura a parlare come essa vuole cogliendo solo ciò che interessa, come un giudice in un aula di un processo ascolta un imputato. 
La scienza ha quindi necessità di voler credere nei suoi postulati e in questo voler credere è una fede e lo diventa ancora di più per quegli scienziati che scambiano l' output dei loro modelli verificati per la realtà effettiva del mondo. 
L' obiezione con cui la scienza si difende, anche quando ammette l' arbitrarietà dei suoi presupposti, è che essa funziona e funzionando dimostra che i suoi presupposti per quanto arbitrari sono veri. 
Dal mio punto di vista questa obiezione non regge, proprio perché la scienza, imponendo la propria sintassi interpretativa al mondo costruisce attraverso la tecnica un nuovo mondo del tutto artificiale e falso in cui siamo indotti a credere che ciò che otteniamo sia proprio quanto volevamo ottenere, facendo passare in secondo piano ciò che non corrisponde a quanto voluto attraverso l' affermazione che quanto devia dal risultato non compete alla scienza, ma all' etica o all' errore umano. In tal modo l' operato scientifico che si dimostra coerente al metodo viene astratto e isolato per salvaguardarlo dal risultato negativo di una verifica complessiva. La scienza risulta sempre in tal modo innocente dai suoi fallimenti (per esempio nonostante tutto il progresso di cui si dichiara autrice nel mondo si muore per fame, miseria, schiavitù dal bisogno e malattie come e in alcuni casi ancora di più che in passato). 
Questa sorta di divinizzazione a salvaguardia di un pensiero scientifico separato dalla realtà effettiva delle cose che taglia fuori i contesti reali per semplificarli dimostra a mio avviso ancora di più l' esser fede della scienza e, in quanto fede, la sua capacità di illudere e conseguentemente di deludere. 

Aggiungo per chi dice che la scienza non cade in contraddizione che vi cade proprio nei suoi postulati fondamentali, ossia quando afferma che esiste un mondo esterno oggettivo che va verificato, mentre in effetti l' esistenza di un mondo esterno non può essere in alcun modo verificata. Questa contraddizione fondamentale fu rilevata proprio da uno dei padri della meccanica quantistica. 
Il problema fondamentale è che a chi si occupa di scienza non si chiede di capire il senso dei postulati che stanno alla base del pensiero scintifico e sulla base dei quali si giudica della verità scientifica di quanto teorizzato, ma solo di applicarli senza perder tempo in considerazioni epistemiologiche. Non ci si accorge quindi che la falsità dell' ipotesi è giudicata nell' ambito di parametri prestabiliti arbitrariamente dal discorso scientifico stesso. La scienza giudica la verità delle teorie in base a quanto essa stessa prestabilisce come regole di giudizio secondo la propria prospettiva di interpretazione, non mette assolutamente in dubbio queste regole di giudizio e per tale motivo resta a mio avviso una fede.