Financial Polis

  Expand All  |  Contact All

 




 Popper (in "Logica della scoperta scientifica") innanzitutto inizia rivolgendosi ai neopositivisti: essi secondo lui sono gli ultimi rimasti a sostenere un atteggiamento razionalistico in un periodo in cui si stava sempre più facendo largo invece un modo d fare "post-razionalistico" se non anti razionalistico. Ne analizza le posizioni (che egli ritiene abbiano raggiunto il massimo grado nel Tractatus di Wittgenstein), quali principio di significanza (tutto ciò che ha significato deve essere in grado di venir verificato, il famoso "gesto ostensivo"), con correlata insignificanza della metafisica (ovviamente la metafisica è inverficabile), ed infine verificazionismo (il principio di significanza applicato alla scienza: una teoria è scientifica se è verificabile). Nei confronti di tutto ciò Popper dissentirà, sebbene accetterà il principio neopositivista che la scienza è fatta di asserzioni. Riguardo il principio di significanza, Popper fa notare che se i metafisici fossero davvero insensanti, allora i neopositivisti non potrebbero capirli (va fatto notare che tutte e due le parti fanno una gran confusione coi termini senso e significato, che talvolta sembrano usare in maniera intercambiabile). Prenderà posizione anche contro il verificazionismo, perchè bisognerebbe enumerare tutti i casi possibili per verificare la teoria, il che è impossibile. A ciò opporrà come criterio di demarcazione (ovvero di divisione fra ciò che è scientifico e ciò che non è scientifico) il famoso principio di falsificazione (ovvero la possibilità da parte della teoria di venire smentita dall' esperienza). Questo non è un principio di significanza, ovvero un principio per dividere teorie significanti da teorie insignificanti, ma un principio per scegliere all' interno di teorie significanti. Da ciò viene anche accantonato il problema dell' induzione (un cigno è bianco, un altro cigno è bianco, un' altro, un' altro ancora... allora tutti i cigni sono bianchi; ma esiste almeno un cigno nero, quindi i cigni non sono bianchi) perchè non riguardante la scienza (non è falsificabile). Inoltre anche il marxismo e la psicoanalisi non sono teorie scientifiche, perchè non sono falsificabili. Ma allora che fine fanno i fatti? I fatti, (quali questo corvo è bianco, questo cigno è nero), che lui chiama asserzioni base, diventano ciò che garantisce la falsificabilità della teoria presa in questione, secondo il modus tollens della logica classica (es: se la teoria x - tutti i corvi sono neri - , ricaviamo che non esiste un corvo che non sia nero; ma abbiamo un corvo che non è nero, infatti è bianco, quindi è falsa la teoria x - tutti corvi sono neri - ). Sorgono due problemi. Il primo, che una teoria non cade per falsificazione semplice (un solo caso fuori dalla teoria), e da qui il conseguente secondo, che una teoria può superare la falsificazione aggiungendo un' ipotesi ausilaria (un' ipotesi che "rappezzi" la falla creatasi nella teoria dalla precedente falsificazione). Al primo punto Popper risponderà che pur avendo ragione i critici di far notare ciò, questa evenienza non fa cadere il principiodi falsificazione, mentre per il secondo punto le cose stanno differentemente. Popper si avvalerà di una rivisitazione del rasoio di Ockham (il principio di economia), secondo cui fra due teorie x1 e x2 bisogna scegliere sempre quella che non ha un ipotesi ausiliaria, e se questo non è possibile, bisogna scegliere quella che ne conta di meno. Popper dirà la sua anche riguardo al calcolo delle probabilità. Lo sviluppo della meccanica statistica che rappresenta l'ausilio da parte della fisica del mezzo statistico e del calcolo delle probabilità giustificano la presenza di questa parte nell' opera. All' epoca erano state elaborate tre visioni del calcolo delle probabilità: oggettivistica (la probabilità è il rapporto fra i casi di successo e i casi totali, elaborata nel '700 da Laplace), soggettivistica (la probabilità è la credenza o grado di credibilità di una teoria, elaborata da De Finetti e Savage, anche se il testo a cui fa sempre riferimento è "A Tratatise on Probability" dell' economista Keynes), frequentistica (la probabilità di un evento è il limite cui tende la frequenza relativa dell'evento al crescere del numero degli esperimenti, elaborata da Von Mises), assiomatica (elaborata da Kolmogorov nel '33, un anno prima della publicazione del libro). Popper prende parte per la visione oggettivistica, criticando la visione soggettivistica perchè legata al verificazionismo e perchè secondo lui non risolve il problema cambiare il vero ed il falso di una teoria in credibilità o meno.
 
Di Kuhn si può dire che la sua epistemologia sia una applicazione delle teorie psicologiche della Gestalt al problema epistemologico. Il concetto base di Kuhn è quello che lui chiama paradigma, ovvero un costrutto teorico sufficientemente potente da giudare la prassi scientifica