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Il pensiero di  Feuerbach

 

 

 Feuerbach fu costretto a troncare la sua carriera universitaria per l'ostilita' incontrata nei riguardi delle sue idee sulla religione.

Egli presenta la sua filosofia come "filosofia dell'avvenire" il cui compito è quello di ricondurre l'infinito nel finito.

Dunque il filosofo conduce una riduzione degli attributi divini ad atributi umani e compie un passaggio dalla teologia all'antropologia.

Scrive:"L’uomo – questo è il mistero della religione – proietta il proprio essere fuori di sé e poi si fa oggetto di questo essere metamorfosato in soggetto, in persona".In pratica l'uomo avverte l'infinito ma invece di attribuirlo al proprio essere lo attribuisce a qualcosa di esterno,Dio appunto.

Per quanto riguarda la critica ad Hegel ricordo che fu inizialmente suo fedele scolaro.Il capovolgimento della filosofia del maestro inizia proprio con la questione del finito e dell'infinito:Hegel ammette l'unita' di finito e infinito che si realizzerebbe nell'Idea Assoluta.Per Feuerbach questa unita' non si realizza in Dio come per Hegel ma nell'uomo.

Rimprovera poi ad Hegel di aver ridotto l'esistenza a pensiero,a Logica,mentre invece l'uomo è un essere reale,naturale e sensibile e la categoria logica non lo comprende.Rimprovera ad Hegel di aver trasformato la filosofia in teologia.

Dunque in sintesi Feuerbach si propone lo scopo di effettuare un salto dalla teologia di Hegel ad una filosofia "antropologica".