Financial Polis

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Nell’antichità le bolle speculative non esistevano perché la moneta metallica aveva valore intrinseco. L’unico problema fu di evitare imbrogli con la coniazione di “monete cattive”, cioè che non avevano il valore intrinseco dichiarato.

L’Impero Romano è stato la massima espressione di economia di rapina; a scuola, comunque, ci viene ancora presentato come massima espressione del diritto positivo. L’unico aspetto positivo di quel sistema, la globalizzazione della società, non viene mai evidenziata.

Le Repubbliche marinare, ed in primis Genova, inventano la finanza moderna basata sul credito della cartamoneta “lettera di credito” e sulla credibilità dei suoi emettitori; i mercanti. Non si verificano bolle finanziarie fino all’avvento degli Stati nazionali, giacché il mercante che si indebita non ha utilità alcuna di perdere la fiducia del cliente.

Nel XV secolo Portogallo, Spagna, Francia, Inghilterra ed Olanda costituiscono Stati nazionali. Proprio nella borsa di Amsterdam si verifica la prima bolla finanziaria con la speculazione dei bulbi di tulipano (ingordigia degli sciocchi).

Per colmare i debiti e gli ammanchi di Stati nazionali quali Francia ed Inghilterra si verificano le prime bolle e frodi finanziarie: a Parigi con John Law (Banque Royale, e Compagnia d’Occidente), l716-1720 sotto il regno di Luigi XV in Francia; a Londra con Robert Harley (Compagnia dei Mari del Sud), 1711-1720.

Con l’avvento dell’epoca coloniale, si torna all’economia di rapina e si sviluppa al massimo la magia monetaria. Le colonie meridionali, Maryland, Virginia e Carolina emisero banconote garantite da tabacco. Queste banconote hanno avuto persino vita più lunga del gold standard.

Ma la loro esistenza è banale se confrontata con la cartamoneta del New England. I forzieri del Massachusetts erano vuoti quando sir William Phips e la sua banda di irregolari tentarono senza successo di catturare la fortezza ed il tesoro del Quebec, impresa sulla quale veniva basata tutta la credibilità della cartamoneta emessa.

Il grande boom ferroviario del XIX secolo negli USA finì nella corruzione e nella sfrenata manipolazione dei corsi delle azioni ferroviarie. Il capro espiatorio di questa frode fu trovato in un povero diavolo qualsiasi. La prima linea ferrata continentale fu quella di Promontary (Utah) nel 1869.

Si attribuisce a J.P. Morgan, tra le varie misure reclamate per porre fine al crollo del 1907, la richiesta al clero di New York di tenere sermoni di incoraggiamento.

Charles Ponzi, di Boston (in provincia di Caserta), era già stato condannato come falsario e ladro quando intraprese una nuova carriera, nel 1924, vendendo terreni paludosi in Florida a investitori troppo avidi, con il famigerato “Schema Ponzi”. Il crollo dell’immobiliare degli anni Venti in Florida terminò quando l’afflusso di nuovi acquirenti ingenui diminuì. Il capro espiatorio fu trovato in un uragano che provocò migliaia di senzatetto.

Nel 1929 i colleghi banchieri e le società finanziarie attaccarono Paul M. Warburg, banchiere e fondatore del Federal Riserve System, che aveva segnalato il pericolo di un crollo.

Aver previsto il crollo del 1929 guadagnò all’economista Robert Bobson il severo biasimo delle maggiori società finanziarie del tempo.

L’economista Joseph Shumpeter riteneva che il ricorrere di manie speculative fosse un tratto normale della vita economica.

Charles Mitchell, capo della National City Bank offrì al pubblico nel 1929 di prestare tutto il denaro necessario per compensare qualsiasi restrizione non desiderata da parte della Federal Reserve.

Anche Irving Fisher, eminente economista di Yale, fu vittima dell’euforia speculativa del 1929.

Con l’accordo di Bretton Wood, nel 1942, non solo si stabilisce che solo il dollaro americano era convertibile in oro, ma si costruisce anche il più grande bluff finanziario della storia, che portò Charles De Gaulle a mandare Nixon e gli USA a quel paese per l’infame imbroglio.

Il declino del mercato finanziario del 1987 trova una nuova generazione di speculatori degli anni di Ronald Reagan. Il capro espiatorio viene trovato nelle “tigri asiatiche”, una commistione tra imprese industriali e finanziarie che, appartenendo ad uno stesso gruppo, avevano tutto l’interesse ad emettere credito non solvibile, per creare ricchezza dal nulla.

Il crollo dei mercati borsistici del 2001 fu attribuito all’attacco alle torri di New York, ed al terrorismo, ma la bolla era stata generata da speculazioni borsistiche assurde sul mercato high-tec ed Internet . Nella borsa italiana Tiscali arrivò ad essere quotata 700 volte la quotazione di ingresso.

Il capro espiatorio della bolla corrente è stato trovato nei mutui sub-prime.

Un monito deve ricordarci che gli USA uscirono dalla grande depressione seguita al ’29 solo con l’economia di guerra. A chi si dichiarerà guerra adesso per uscire dall’incipiente depressione.

Il continuo ricorrere all’economia di rapina ha portato a scempi giustificati da curiose e ridicole affermazioni:esportare la democrazia; combattere il terrorismo internazionale; assicurare le fonti di energie a tutti; prevenire le armi di distruzione di massa; normare la globalizzazione, e tutti quegli aspetti di vita individuale e sociale non ancora disciplinati da leggi positive. Statolatria è proprio il termine più appropriato per definire queste falsità: grazie Santità.

Preso individualmente, ciascuno è tollerabilmente sensibile e ragionevole; ma come membro di una folla, subito diventa stupido. (Friederich von Schiller, citato da Brenard Baruch).

Gli speculatori possono non far danno come non lo fanno gli imbroglioni in un flusso continuo imprenditoriale. Ma quando l’impresa è solo imbroglio in un vortice di speculazione, la situazione si fa seria. (John Meynard Keynes, La Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta).

Gli uomini sono più creduloni quando sono più felici” (Walter Bagehot, primo direttore di “The Economist”.

Non vi sono regole ovvie che agiscano da salvaguardia e da prevenzione: solamente un’acuta consapevolezza personale e pubblica può servire allo scopo” (John Kenneth Galbraith, A Short History of Financial Euphoria – Financial Genius is bifore the Fall, the Lager Agenda Serie, Whittle Communications LP).

Non c’è nulla che un economista debba temere più dell’applauso” (Alfred Marshall).

  1. Gli “ingordi sciocchi della finanza” meritano la stessa protezione che hanno goduto gli “ingordi sciocchi della bellezza e della preveggenza” da Vanna Marchi e complici in poi.

  2. Gli ingenui, miopi o furbi, che hanno impiegato fondi di risparmiatori, o ingordi sciocchi investitori meritano in proporzione la stessa condanna di Vanna Marchi e soci.

  3. Banche e banchieri che ingannano non vanno aiutati, ma processati. Se molti, troppi o tutti gli istituti finanziari falliscono, non ci sono prospettive peggiori di quelle correnti; cambia solo la proprietà e la gestione degli organismi falliti; e questo non può che essere un bene per l’intera società, considerando che questi organismi erano fondati su privilegi e frodi. A seguito del fallimento il loro valore reale non diminuisce, anzi si incrementa proprio per il cambio di proprietà e gestione in un’altra più seria ed onesta.

  4. Il controllo sulle attività finanziarie non può essere affidato ad istituzioni di controllo e vigilanza che non controllano, per ignoranza o complicità. L’auditing finanziario, così come è concepito, non funziona perché è condizionato da chi dovrebbe essere valutato. Bisogna eliminarlo e sostituirlo con un insieme autonomo e non monopolizzante.

  5. La funzione di scambio non ha bisogno d’intermediari finanziari (banche, finanziare, società di gestione del risparmio, ecc.); ha solo bisogno di tesoreria per il trasferimento di strumenti di pagamento.

  6. Le banche creano denaro dal nulla, la qual cosa è inconcepibile per istituti privati.

  7. Il credito deve essere libero in tutte le sue forme e non privilegio esclusivo delle banche.

  8. L’economia è una sedicente scienza affetta da contraddizioni, (curva di domanda e costo unitario; valore legato alla scarsità della risorsa; misurazione del valore in termini monetari; razionalità del comportamento umano basato sul profitto monetario) quindi non è neanche logica. Il comportamento umano non può essere governato da teorie illogiche.

  9. L’economia di rapina è generata da un’educazione perversa diffusa e autorizzata dallo Stato (statolatria). La statolatria è dannosa quanto l’idolatria.

  10. La funzione economica non include tra i suoi elementi né cultura, né solidarietà.

Il business basato sulla competizione (concorrenza) può essere quello becero degli appalti pubblici, della corruzione e della credulità degli ingordi sciocchi. E’ come una gara sportiva dove tutti sono capaci di arrivare più o meno bene alla fine, perciò bisogna stabilire che vince chi arriva prima. Ma quando un’attività è molto più impegnativa di una qualsiasi gara sportiva (ad es., scalata del Monte Everest, atterraggio sulla Luna, ricerca scientifica, ecc.) o vi è collusione (collaborazione) o si corre il rischio che alla meta non arrivi nessuno. La Teoria dei giochi è molto più valida in tal senso di qualsiasi teoria economica.

  1. La finanza deve tornare al suo significato vero ed alla sua funzione reale: la conclusione (il pagamento) di un accordo contrattuale.

  2. Il business, inteso come “attività, lavoro, idee, opere, scambio” deve essere apprezzato non in termini monetari, ma in termini occupazionali, di impatto ambientale naturale ed umano, di rispetto della sfera di libertà degli altri.

  3. La crescita di un Paese non può essere misurata in Prodotto interno lordo, perché questi apprezza il valore solo in termini monetari o immediatamente monetizzabili.

  4. L’attività dello Stato deve essere confinata solo alla gestione delle cose comuni.

I cittadini regolano il loro comportamento umano in base alla morale e all’etica che l’educazione riesce a fornirgli. “Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te” (Cf. Bibbia) è l’affermazione più completa e potente per legiferare sul comportamento umano Nessuna legge positiva può disporre del comportamento umano, né individuale né collettivo, ma può solo proteggere dagli svantaggi, che un comportamento non appropriato possa apportare ad altri, all’ambiente naturale ed all’ambiente umano. Nessuno è tenuto ad osservare leggi positive quando queste sono in contrasto con il proprio credo e fede religiosa.

  1. Il legislatore che non sa cosa dire su un determinato argomento è razionale solo se tace (Ludwig Wittgenstein, Trattato Logico-Matematico, 1916)

  2. L’attività finanziaria è falsamente basata sul determinismo matematico. La Teoria del Caos funziona molto meglio di una qualsiasi valutazione economica e finanziaria.

  3. Le borse azionarie non riflettono minimamente i valori delle funzioni lavoro e scambio. Solo i valori delle scommesse hanno significato nelle borse valori e merci; queste vanno subito abolite e con esse tutte le possibilità di costituire società anonime a responsabilità limitata.

  4. Il business farebbe bene ad imitare l’agricoltura operando a chilometro zero. Solo così il risparmiatore può conoscere, vedere e controllare il suo risparmio, o i suoi investimenti, vale a dire ciò che compra con il suo investimento. Le banche commettono attività criminale quando raccolgono risparmio nei paesi più poveri per investirlo in quelli più ricchi.

  5. La globalizzazione della produzione e del consumo è molto più antica e valida di qualsiasi Stato nazionale; essa va incoraggiata e diffusa nel modo più ampio anche tra la gente più umile. Del resto, la teoria economica dei costi comparati sembra essere la sola affermazione che dimostra di avere un po’ di sale in zucca in economia.

  6. L’educazione libera è la sola attività che può liberare l’uomo dall’economia di rapina, dalla schiavitù e dalla statolatria. Platone afferma in “Repubblica” che nessun uomo nasce delinquente; l’educazione lo rende tale.

  7. Per misurare una distanza si può utilizzare il numero di “passi”, ad es. Questa unità di misura, pur con la sua alea di incertezza, funziona su un terreno abbastanza solido ed in piano. Se voglio usare la stessa unità di misura per calcolare la distanza su un terreno cedevole o fortemente scosceso, allora sono un po’ stupido; se uso la stessa unità di misura per valutare la distanza sull’acqua, allora sono del tutto stupido.

La moneta misura la quantità di valore, e va bene quando il valore è esprimibile in termini monetari; quando il valore non è assolutamente monetizzabile (protezione dell’ambiente, solidarietà sociale, incremento della ricchezza etica, ecc.) utilizzare lo strumento di misurazione “moneta” è del tutto stupido, o troppo furbo.

  1. Se il profitto è considerato il surplus della produzione, il risparmio deve essere considerato il surplus del consumo. La gestione del risparmio è affidata da norme impositive alle banche, che ne hanno fatto, e continuano a farne arma potente per creare la leva finanziaria del credito. Non vi è motivo per il quale il risparmio debba essere remunerato come rendita finanziaria garantita dalle banche; piuttosto il risparmio deve essere considerato come investimento, con il conseguente “rischio” che crei occupazione. Il terzo settore rappresenta oggi la formula più razionale nella gestione delle attività umane di produzione e consumo.

  2. La moneta, intesa come strumento di credito, per imposizione di legge, è immediatamente spendibile per farne qualsiasi impiego secondo il suo valore facciale. Pertanto, chiunque abbia credito monetario può impiegarlo per investimenti utili, o per spenderlo con gli amici. La politica del credito è oggi l’arma di guerra più potente per sconfiggere qualsiasi nemico.

La “credibilità”, intesa come strumento di investimento, deve essere limitata e condizionata alla realizzazione dell’investimento accettato.

  1. Il Prof. Giacinto Auriti ha ben evidenziato con definizioni ed azioni il significato del valore della moneta.“La moneta non ha alcun valore reale; è il primo prenditore che, impiegandola nel suo lavoro e generando nuova ricchezza reale, attribuisce valore reale alla moneta emessa; pertanto, è a costui che andrebbe attribuita e non addebitata una ricompensa (interesse) per aver dato valore reale alla moneta”. Il sistema finanziario, con una furbizia intollerabile, ha inventato le banche come primo prenditore che, di conseguenza considerano la moneta come una qualsiasi materia prima o strumento di produzione, venduta per essere ripagata nella stessa natura, più un tasso d’interesse annuo, inteso come profitto. Questa è solo un’infamità.