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Popper e la demarcazione tra scienza e metafisica
 
 
 
  Karl Popper nella sua Prima opera " La logica della scoperta scientifica", parte dalla critica humiana del procedimento induttivo, secondo la quale è logicamente impossibile giustificareuna conclusione universale partendo dall' analisi di una somma finita di casi particolari, PER CONTESTARE LA POSSIBILITA' STESSA DELLA VERIFICA DELLE PROPOSIZIONI SCIENTIFICHE. Tuttavia, se nessun numero di esempi confermanti PUO' GIUSTIFICARE LA VERITA' DI UNA PROPOSIZIONE UNIVERSALE, UN SOLO ESEMPIO CONTRARIO CONSENTE INVECE DI DIMOSTRARNE LA FALSITA', cioè di procedere alla sua falsificazione. 

è quindi la falsificabilità, e non la verificabilità, che costituisce il tratto caratteristico delle teorie scientifiche. E' la direzione stessa dell' indagine che viene in tal modo invertita: NON SI MUOVE DAI FATTI ALLA COSTRUZIONE DELLE TEORIE, MA DALLE TEORIE AL LORO CONTROLLO MEDIANTE I FATTI. E POICHE' QUESTO CONTROLLO AVVIENE TRAENDO DEDUTTIVAMENTE DALLE TEORIE LE LORO CONSEGUENZE OSSERVABILI, Popper designa il metodo la lui proposto come <<ipotetico deduttivo>>: alla formulazione dell' ipotesi segue il suo controllo empirico mediante DEDUZIONE DI FATTI D' ESPERIENZA espressi in <<asserzioni di base>>. Se le asserzioni di base non risultano in accordo con l' esperienza, LA TEORIA VIENE FALSIFICATA E QUINDI ABBANDONATA; se invece questo accordo sussiste, la teoria è assunta soltanto provvisoriamente come vera, poichè in realtà essa conserva sempre un carattere ipotetico e congetturale e può quindi sempre venir confutata da controlli futuri. A questo carattere provvisorio e congetturale delle ipotesi scientifiche Popper si è sempre mantenuto fedele in tutto l' arco della sua riflessione, anche quando, in successive riformulazione delle proprie IDEE, HA SOSTENUTO L' ESISTENZA DI UNA VERITA ASSOLUTA CHE COSTITUISCE LA META ( sia pure come ideale regolativo nel senso Kantiano ) del cammino della scienza ( Congetture e Confutazioni - 1962 ), o quando è giunto a proporre una teoria della conoscenza oggettiva o teoria del << Mondo 3>> ( Conoscenza oggettiva - 1972 ).
 
L' ultimo Popper nelle sue opere più tarde, in particolare nei tre volumi del Poscritto alla Logica della Scoperta Scientifica - 1983, Popper ha sostenuto che l' impresa scientifica è irrealizzabile se non si svolge sotto le direttive di un << programma di ricerca metafisico >>. Tali programmi indicano alla scienza i problemi rilevanti, la direzione che la ricerca deve assumere, il tipo di spiegazione soddisfacente, il grado di profondità raggiunto da una teoria. Essi si collocano così all' inizio e alla fine del processo scientifico dapprima come selettori di problemi e poi come criteri di valutazione dei risultati conseguiti. La stessa epistemologia di Popper è impensabile senza presupporre un programma di ricerca Metafisico: la fede speculativa professata è il realismo metafisico, che postula l' esistenza di leggi naturali, cioè regolarità strutturali che soggiacciono al mondo Fenomenico. 
Nel postricco Popper DICHIARA DI NON CREDERE PIU' ALLA DEMARCAZIONE TRA SCIENZA E METAFISICA.