Financial Polis

  Expand All  |  Contact All

 




LENIN: teorico del marxismo in salsa russa, secondo lui il comunismo, che secondo le teorie di Marx avrebbe dovuto formarsi nelle società capitalistiche occidentali, doveva essere formato e forgiato dalla classe degli operai russi, che era assolutamente minoritaria rispetto a quella dei contadini. Dunque la rivoluzione doveva essere fatta da un ristretto guppo di rivoluzionari di estrazione operaia che avrebbe dovuto prendere in mano le redini della nazione (dittatura del Partito), determinare chi è amico e chi è nemico della rivoluzione (questo dunque comporta la formazione di una dittatura e di un clima di terrore nei confronti dei nemici) per imporre infine la rivoluzione comunista e la fine della società feudale russa. 

TROTZKJ: secondo lui la rivoluzione doveva essere permanente e continua (Tivoluzione permanente, Trotzkij anticipò di qualche anno Che Guevara...), non si doveva limitare alla sola Russia, ma bisognava esportare la rivoluzione comunista anche negli altri paesi europei capitalisti. Messo in minoranza da Stalin e dalla sua teoria del Socialismo in un solo paese, fu costretto a scappare prima in Messico e dopo in Turchia dove verrà ucciso da un sicario stalinista 

STALIN: dal punto di vista ideologico professava il consolidamento della rivoluzione in Russia (socialismo in un solo paese), solo così un giorno la Russia avrebbe potuto competere con gli altri paesi occidentali. Dal punto di vista pratico egli trasformò la dittatura del Partito professata da Lenin in una dittatura di un uomo solo. Fu lui a introdurre con sistematicità il terrore, le purghe nei confronti dei membri non allineati e un vero e proprio culto dela personalità nei confronti della propria figura.