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Non so se Stalin avesse un pensiero, nn conosco libri sullo "stalinismo" come dottrina. Stalin era un autarca, lo Stato era lui un pò come il Re Sole, come gli Zar di pochi lustri prima. Egli usò fino alla distorsione i concetti marxisti fino a creare uno Stato monolitico, impersonale, burocratizio, opprimente, ke annullava l'individuo subordinandolo a grandi progetti di respiro collettivo portando allo sconvolgimento di sistemi di vita sopravvissuti senza problemi eccessivi alla Rivoluzione ed alla modernizzazione culturale del paese negli anni Venti. Marx voleva ke il lavoratore venisse riappropriato del proprio lavoro e dignità, kiedeva una dittatura del proletariato nel senso che le più genuine istanze del popolo dovevano essere i punti chiave di un rinnovamento sociale. "Noi chiamiamo Comunismo il superamento dello stato di cose presente", quindi tuttosommato una "lotta continua" contro gli egoismi borghesizzanti (ke trasformano anche il meglio disposto operaio di ultrasinistra in un nanista, kiuso nel suo orticello, geloso delle sue prerogative: il fenomeno infatti è kiaro oggi, anzi da una 20na d'anni, ove i ceti popolari assuerti ad un discreto benessere adottano skemi mentali straordinariamente simili a quelli padronali). E' poi Lenin ad identificare nel Partito il motore di questa innovazione perenne del costume e della persona, è il Partito (ovviamente) a promuovere la rivoluzione ke insedia la dittatura del proletariato, ke coordina e raccoglie le energie ma è Stalin che invece elimina il proletariato dalle fasi decisionali, mettendo il Partito (se stesso in realtà) al centro di tutto. Partito / Stato: tutto in esso, tutto per esso, nulla al di fuori dello stesso, secondo un adagio famoso riferito allo Stato. Quello che Marx voleva restituire al lavoratore, Stalin glielo leva in nome dello Stato: dalla quota di reddito ex padronale detta plusvalore alla dignità di individuo. Ma soprattutto lo stalinismo è Stalin stesso, come il fascismo, al di là dei pregi dell'iniziale e subito dimenticato programma diciannovista, era Mussolini; così come il nazismo fu in buona parte Hitler medesimo, quindi il culto della personalità. Stalin nn fu cominista + di quanto il Duce fu fascista: essi furono soprattutto "se stessi". Infatti l'Urss alla morte del dittatore inizia la "destalinizzazione" pur certo nn ripudiando le idee marxiste.