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  La legge di Say parte da un assunto per cui ogni produzione genera una domanda in grado di assorbirla. 
Gli economisti classici, in massima parte, accettano tale legge in quanto accettano l'identificazione "smithiana" per cui vi è un' identificazione tra le decisioni di risparmio e quelle di investimento. 
La parte di reddito non destinato ai beni di consumo, è destinata dunque alla domanda di beni d'investimento. 

Y= C+I 
Y = S+C 
C+I =Y = S+C 
I=S 

Vi è dunque identità tra produzione spesa. 

Y=produzione 
C=consumo 
I=investimento 
S=risparmio 

La legge di Say dice in pratica che ogni offerta crea la propria domanda, e se ci pensi la cosa è di immediata evidenza, se ogni merce può fungere da moneta. In questo senso infatti, creando una merce si crea anche la moneta che nel gioco degli scambi servirà a stimolare la domanda di quei beni che sono stati prodotti. 

L’altra conseguenza della legge di Say, è che il sistema economico tende verso l’equilibrio. Pure se occorre del tempo affinché tutti i fattori della produzione siano remunerati opportunamente ed ogni merce possa trovare la propria collocazione, la tendenza naturale del sistema economico è che alla fine tutti troveranno soddisfazione.