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la legge di Say, è invece un'equazione e non un'identità contabile, la presenza di eventuali scorte invendute intese come sbocco di una determinata decisione di produzione da parte degli imprenditori non può che configurarsi come il risultato di una consapevole decisione da parte dei venditori di detenere un certo volume di beni sotto forma di scorte a titolo preventivo, per assorbire cioè eventuali oscillazioni imprevedibili nella domanda da parte dei consumatori. In ultima analisi, la legge di Say è quindi un'affermazione piuttosto forte sulla capacità degli operatori del mercato di pervenire a una struttura di offerta che si rispecchia fedelmente nei comportamenti di domanda anche grazie al ruolo di segnalazione svolto dal sistema dei prezzi. 
Malthus sosterrà infatti che l'elemento destabilizzante insito nel nascente sistema di capitalismo industriale è costituito dal comportamento degli imprenditori i quali, accumulando profitti, mettono a repentaglio le capacità di riproduzione del sistema stesso, in quanto tale accumulazione non si traduce in un corrispondente comportamento di domanda 
A tale affermazione Ricardo aveva avuto buon gioco nel ribattere che l'accumulazione dei profitti da parte degli imprenditori aveva lo scopo di finanziare la domanda di beni di investimento, i quali erano appunto beni a tutti gli effetti che come tali contribuivano, allo stesso titolo dei beni voluttuari dimandati dai proprietari terrieri, alla determinazione del livello complessivo della domanda. 
insomma,le legge afferma che l'offerta crea da sé la propria domanda 
secondo questa impostazione, infatti, l'economia raggiunge naturalmente la posizione di equilibrio di piena occupazione; la moneta non è efficace sulle grandezze reali ma influisce solo sul livello medio dei prezzi, in accordo alla teoria quantitativa della moneta; lo Stato non deve intervenire in economia, secondo il principio del laissez faire