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Più passa il tempo e più sembra politica che scienza. Come il fatto di sostenere un economista piuttosto che un altro sia una questione di gusti. La storia insegna. Ci sono stati dei periodi storici in cui le relazioni macroeconomiche che aveva ipotizzato Keynes hanno funzionato e sono state utili alle autorità di politica monetaria per orientare le proprie scelte. Ci sono altri periodi dove queste teorie hanno clamorosamente fallito. Il motivo fondamentale è che purtroppo l'economia non è una scienza razionale come la fisica e soprattutto alcune relazioni possono valere in un determinato momento, mentre non valere più in un altro, in quanto i protagonisti dell'economia sono esseri irrazionali (per quanto possano cercare di non esserlo), e non razionali, come la maggior parte dei modelli economici ipotizza. 

I cosiddetti Keynesiani dovrebbero mettersi in testa che esistono mille altri motivi per cui queste relazioni possano non valere o almeno rendersi conto che anche se dovessero valere potrebbero portare a delle conseguenze nel lungo termine che non sono prevedibili. 

Mi riferisco in particolare al pensiero di Hayek e quindi della scuola Austriaca. Faccio un esempio 
Keynes sostiene che una diminuizione dei tassi di interesse possa dare uno stimolo positivo all'economia tramite l'aumento degli investimenti, del reddito e dei consumi. Ci sono diverse teorie per cui questo modello classico che è quello che insegnano nei libri di macroeconomia potrebbe non valere. 

1. Cosidera un individuo che abbia deciso di aver bisogno di guadagnare 100000€ dal proprio investimento prima di andare in pensione. Questo al fine permettersi lo stesso tenore di vita che ha avuto nell'età lavorativa. Se i tassi di interesse scendono l'individuo sarà costretto a risparmiare più fondi da destinare all'investimento in modo da consentirgli lo stesso guadagno che aveva previsto. Così facendo i consumi diminuirebbero, anzichè aumentare, perchè l'individuo deciderebbe di risparmiare di più. 
Questo è uno dei motivi per cui potrebbe non valere la relazione ipotizzata da Keynes 

2. Supponiamo di trovarci in un paese in cui il sistema pensionistico sia principalmente basato sui fondi pensione a bneficio definito (come in Inghilterra). Un abbassamento dei tassi di interesse creerebbe problemi ai fondi pensioni in quanto essendosi impegnati con i sottoscrittori a garantirgli una certa somma in futuro dovrebbero ora effettuare pratiche di investimento più rischiose per ottenere i rendimenti inizialmente promessi o alternativamente adempiere parzialmente agli impegni presi. In tutti e due i casi l'abbassamento dei tassi avrebbe effetti depressvi sull'economia perchè da un lato i pensionati potrebbero ricevere di meno di quanto inizialmente ipotizzato e quindi consumerebbero di meno, dall'altro invece i fondi pensione potrebbero ritrovarsi ad essere eccessivamente esposti e questo potrebbe causare una serie di fallimenti con effetti sia sui contribuenti che sui fondi stessi. 

3. La scuola austriaca sostiene che perturbazioni del tasso di interesse naturale da parte delle banche centrali possa creare degli squilibri nell'economia che accumulandosi pian piano portano poi allo scoppio delle crisi. E non sono poche le crisi che possono essere spiegate partendo queste teorie. 

Ho semplificato molto i ragionamenti perchè non basterebbe un libro altrimenti, ma quello che vorrei farti arrivare è che devi essere consapevole del fatto che la macroeconomia Keynesiana, che è quella che insegnano all'università, non è la verità assoluta. Non dico che sia sbagliata, ma che adrebbe rivista seriamente alla luce di molte incongruenza che vengono fuori sempre più spesso col passare del tempo. Soprattutto da tenere in cosiderazione che dalla teoria generale del 1936 ad oggi sono cambiate tante di quelle cose che bisogna stare molto attenti a basarsi su alcune teorie. Con la velocità che oggi travolge il mondo dell'economia alcune relazioni potrebbero non valere più anche nel giro di 5 o 10 anni, figuriamoci nel giro di 80 anni.