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Neocostituzionalismo

Focalizziamo la contrapposizione tra positivisti giuridici e neocostituzionalisti. Per i primi bisogna far riferimento alle procedure, alle regole che sono stabilite dal diritto stesso. Per i neocostituzionalisti questo modo di concepire il diritto è angusto e limitato. Ci sono prima di tutto dei principi di giustizia che hanno ispirato il legislatore e che quindi deve aver presente anche chi a sua volta è chiamato ad ampliare il corpo legislativo in coerenza con una costitutzione e i codici esistenti e aver presente l'esecutore di tali leggi. Facciamo un esempio concreto: il diritto a un giusto processo (anche se si è realmente colpevoli) ispira la legge sulla prescrizione dei reati, se chi è chiamato a giudicare non è in grado di fornire tempi certi e brevi per un giudizio. Ora, come dicevano i romani, summa lex summa iniuria... tale legge e il suo esercizio può essere stavolta nello spirito, divenendo un attacco a un principio ancora più basilare: che la legge è uguale per tutti. A questo punto un puro positivista dovrebbe limitarsi a dire che non importa, conta che giudici avvocati legislatori si siano attenuti alle lettera della legge e alle sue regole... un neocostituzionalista invocherà al contempo la difesa del principio, una sua diversa attuazione o una riforma della legge. 
Il neocostituzionalismo offre spunti di riflessione anche sulla costituzione stessa, qui si aprirebbe un interessante riferimento al dibattito di Schmit contro i positivisti, in merito all'interpretazione della Repubblica di Weimer.