Financial Polis

  Expand All  |  Contact All

 




La cartella esattoriale (comunemente detta cartella di pagamento) notificata da Equitalia può essere impugnabile:

 

– per vizi propri: si tratta degli “errori” commessi nella redazione della cartella oppure nella sua notifica. Si pensi al difetto di notifica, alla mancata indicazione del responsabile del procedimento, alla mancata indicazione della base di calcolo degli interessi, ecc. Ma è anche il caso di difetto di motivazione, ossia quando la cartella non indichi le ragioni della pretesa esattoriale e il contribuente non sia messo nelle condizioni di comprendere a che titolo gli viene richiesto il pagamento;

– per vizi attinenti al merito della pretesa, nelle ipotesi in cui la legge prevede che la cartella non venga preceduta dalla notifica di una previa intimazione al pagamento e, quindi, sia il primo atto notificato al contribuente. Sono questioni di merito l’infondatezza o l’illegittimità della pretesa: si pensi a una tassa non dovuta, a un accertamento fiscale illegittimo, a un contributo già pagato, ecc. È il caso, ad esempio della liquidazione da avviso bonario. Infatti, il contribuente, che ravvisasse l’erroneità delle imposte richieste, può ricorrere solo avverso la cartella, trattandosi del primo atto impugnabile notificato.

 

Se nel primo caso (vizi propri) il ricorso va notificato solo ad Equitalia, nel secondo (vizi di merito) dovrà essere rivolto all’ente titolare del credito (come ad esempio l’agenzia delle Entrate o il comune) cioè contro l’amministrazione che ha richiesto le somme indicate, avendo cura, comunque, di citare anche Equitalia.