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CESSIONE di SOVRANITA'
La "Cessione di sovranità" comporta la consegna ad un terzo di un potere d’imperio proprio di uno Stato che così per definizione PERDE anche la propria indipendenza.

Analizziamo ora il diverso concetto di controlimiti e per farlo è sufficiente trascrivere le motivazioni della sentenza n. 238/14 della Corte Cost. che comunque si produce integralmente.

La Corte ha elegantemente affermato:“Non v’è dubbio, infatti, ed è stato confermato a più riprese da questa Corte, che i principi fondamentali dell’ordinamento costituzionale e i diritti inalienabili della persona costituiscano un «limite all’ingresso[…] delle norme internazionali generalmente riconosciute alle quali l’ordinamento giuridico italiano si conforma secondo l’art. 10, primo comma della Costituzione” (sentenze n. 48 del 1979 e n. 73 del 2001) ed operino quali “controlimiti” all’ingresso delle norme dell’Unione europea (ex plurimis: sentenze n. 183 del 1973, n.170 del 1984, n. 232 del 1989, n. 168 del 1991, n. 284 del 2007), oltre che come limiti all’ingresso delle norme di esecuzione dei Patti Lateranensi e del Concordato (sentenze n. 18 del 1982, n. 32, n. 31 e n. 30 del 1971). Essi rappresentano, in altri termini, gli elementi identificativi ed irrinunciabili dell’ordinamento costituzionale, per ciò stesso sottratti anche alla revisione costituzionale (artt. 138 e 139 Cost.: così nella sentenza n. 1146 del 1988)”.

Ed ancora: “Anche in una prospettiva di realizzazione dell’obiettivo del mantenimento di buoni rapporti internazionali, ispirati ai principi di pace e giustizia, in vista dei quali l’Italia consente a limitazioni di sovranità (art. 11 Cost.), il limite che segna l’apertura dell’ordinamento italiano all’ordinamento internazionale e sovranazionale (artt. 10 ed 11 Cost.) è costituito, come questa Corte ha ripetutamente affermato (con riguardo all’art. 11 Cost.: sentenze n. 284 del 2007, n. 168 del 1991, n. 232 del 1989, n. 170 del 1984, n. 183 del 1973; con riguardo all’art. 10, primo comma, Cost.: sentenze n. 73 del 2001, n. 15 del 1996 e n. 48 del 1979; anche sentenza n. 349 del 2007), dal rispetto dei principi fondamentali e dei diritti inviolabili dell’uomo, elementi identificativi dell’ordinamento costituzionale”.
La sentenza è chiara, non necessita di commenti.

La superiorità della Costituzione sui Trattati UE è acclarata con la precisazione che tale superiorità debba intendersi in riferimento ai principi fondamentali, ovvero gli articoli da 1 a 12 della Carta, dunque ivi compreso il divieto alle “cessioni” di sovranità, che in merito ai “diritti inviolabili dell’uomo” ovvero i diritti e doveri dei cittadini (artt. 13-28 la sentenza in parola infatti ha dichiarato illegittima un norma internazionale per violazione dell’art. 24 Cost.), i rapporti etico-sociali (artt. 29-34) ed i rapporti economici, ovvero quelle norme che rendono effettiva la fondazione della Repubblica sul lavoro (art. 35-54) e forse ci si potrebbe spingere oltre, ma tanto basta per affondare per sempre questa UE ripristinando la democrazia costituzionale calpestata da oltre vent’anni !