Financial Polis

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L'imposizione delle tasse non era perciò un atto necessario di scambio fra il governo e i cittadini - cioè servizi resi dallo stato in cambio di moneta di proprietà dei cittadini, per sopperire alla rarità dei metalli di cui erano costituite le monete del tempo - ma era ed è, in fin dei conti, un obbligo forzoso ed ingiustificato (tranne per i motivi di cui abbiamo parlato) del potere ai danni della povera gente. Oggigiorno molte scuole di pensiero economico, spesso inconsapevolmente costruite da chi ha tutto l’interesse a mantenere il sistema del debito, ci portano a pensare che le tasse siano un sistema necessario per la valorizzazione della moneta, giustificando, di fatto, il sistema delle imposizioni colonialiste, come strumento di dominio dei popoli. Noi sappiamo che, dopo la scoperta del valore indotto, del professor Auriti, e la conseguente applicazione della proprietà popolare della monetale tasse non servono a valorizzare la moneta corrente, ma sono solo un prelievo ingiustificato dalle tasche dei cittadini, i quali sono privati di una parte considerevole dei propri guadagni. Quindi per logica ogni lavoratore è costretto a lavorare un certo numero di ore in forma gratuita a beneficio delle banche.