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Il Valore Indotto della Moneta

 

Auriti aveva così scoperto il valore indotto della moneta: gli euro non sono altro che semplici pezzi di carta che le banche stampano senza più alcuna copertura aurea (abolizione dei patti di Bretton Woods, 1971) che acquisiscono valore perché la collettività, per convenzione, decide di dargli valore. Insomma, è il popolo che dà valore alla moneta, ma sono le banche che, emettendo e prestando, se ne appropriano 2 illegittimamente, caricandola pure di un interesse. Ogni anno, i cittadini inconsapevoli sono obbligati a pagare le tasse per saldare gli interessi su un debito che non dovrebbe neppure esistere ed ogni anno migliaia di aziende falliscono mentre le nostre cinghie si stringono e i banchieri internazionali si gonfiano. Capite ora perché siamo tutti in  bancarotta e dove vanno a finire i “fottuti” soldi? Tutte le scoperte della scienza, tutto lo sviluppo dell’arte, tutte le tecnologie e tutte le culture del passato sono state determinate dalla semplice e reale libertà di alcuni singoli individui, questo ci dovrebbe far riflettere sull’enorme potenzialità che può avere l’Essere Umano se messo in certi meccanismi di autonomia e libertà. Se NON ci trovassimo in uno stato pre-stabilito (società), qualunque Essere Umano avrebbe la possibilità di cercare e reperire da sé i beni per il suo fabbisogno direttamente dalla terra, per questo, una SOLUZIONE che voglia porre rimedio agli errori del passato deve garantire a tutti il diritto di reperire alcuni beni primari tipo CASA, CIBO E VESTITI, indistintamente dalla propria situazione economica. In Europa, come detto, la capacità di emettere moneta cartacea è detenuta solo ed esclusivamente dalla Banca Centrale Europea, la quale presta le banconote agli Stati membri UE, con un tasso di interesse annuo prestabilito; questo meccanismo, genera il cosiddetto “debito pubblico” degli Stati. L’attuale crisi mondiale (e sociale) e gli enormi debiti pubblici, in generale, dimostrano che tale modo di gestire l’emissione di moneta è assolutamente sbagliato, ingiusto e folle, per questo va modificato radicalmente con una rivoluzione sociale e politica ben organizzata, che non preveda come “diritto” il lavoro, ma che garantisca l’emissione di un reddito di cittadinanza per tutti i cittadini italiani. Il progresso tecnologico, inteso come “passo in avanti dell’Essere Umano”, ha già di fatto liberato gli esseri umani dalla “schiavitù del lavoro” e solamente le ramificazioni economiche delle lobby e della casta, infiltrate ovunque nei contesti sociali, non ne permettono ancora la sostituzione o ne ostacolano la consapevolezza generale