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Gli economisti chiamano i tassi di interesse corrisposti dalle banche tasso di interesse nominale, e l’aumento del potere di acquisto tasso di interesse reale. 
Se definiamo “i” il tasso di interesse nominale, “r” quello reale,” π “il tasso di inflazione, il rapporto tra le 3 variabili, può essere descritto come:      r = i -  π 

L’effetto di Fisher.     i = r + π      [equazione di Fisher] 
L’equazione d Fisher  mostra che il tasso di interesse nominale può variare per due cause:
variazione tasso di interesse reale
tasso di inflazione 
La teoria quantitativa della moneta e l’equazione di Fisher, insieme ci dicono che la crescita della quantità di moneta influenza il tasso di interesse nominale. 
Secondo la teoria quantitativa un aumento del tasso di crescita della moneta dell’1% genera un aumento dell’1% del tasso di inflazione. Secondo l’equazione di Fisher un aumento dell’1% del tasso di inflazione, provoca un pari aumento del tasso di interesse nominale. 
La relazione diretta tra tasso di inflazione e tasso di interesse nominale viene detta Effetto di Fisher.  

Due tassi di interesse ex ante e ex post. Distinguiamo 2 concetti diversi di tasso di interesse reale:
tasso di interesse reale ex ante: quello che creditore e debitore si aspettano al momento della stipula dell’accordo
tasso di interesse reale ex post: quello che effettivamente realizzano
π = tasso di inflazione futuro;  πe  =  di inflazione atteso per il futuro
tasso reale ex ante = i – πe;     tasso reale ex post = i – π
I 2 tassi sono diversi nel caso in cui l’inflazione effettiva π sia diversa dall’inflazione attesa πe. 
Il tasso di interesse nominale non può aggiustarsi sull’inflazione effettiva, dato che non è conosciuta nel momento in cui viene stabilito il tasso di interesse. Quindi l’effetto di Fisher può essere scritto: i = r + πe

di Alessia Chiovaro