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Il prezzo di un titolo obbligazionario può essere espresso, così come quello di una qualunque attività finanziaria, come valore attuale dei flussi di cassa futuri.

In formula:

Nell’accingersi a selezionare i titoli nei quali investire il risparmiatore oculato dovrebbe, non potendo essere sicuro a priori di condurre l’investimento fino a scadenza, valutare la reattività del prezzo del titolo ad eventuali variazioni del tasso di interesse, onde avere un’idea delle possibili perdite in conto capitale in caso di dismissione anticipata. Nel caso di scelta fra emissioni che non abbiano caratteristiche comuni e, quindi, confrontabili tale scelta sarebbe pressoché impossibile.

In un lavoro del 1938 dal titolo “Some Theoretical Problems Suggested by the Movement of Interest Rates, Bond Yields and Stock Prices in the US since 1856”, Frederick R. Macauley propose, quale indicatore sintetico della reattività dei prezzi dei titoli obbligazionari al variare dei tassi di interesse la “duration”.

In formula:

La duration, nota in italiano come “Durata Media Finanziaria", non è altro che la media ponderata della durata di un titolo, dove i pesi per la ponderazione sono dati dal rapporto fra i flussi di cassa attualizzati e il prezzo:

La duration di Macaulay è uno strumento che ha avuto un crescente successo a partire dagli anni settanta quando, cioè, alla fine di un lungo periodo di stabilità i tassi di interesse iniziarono ad oscillare notevolmente. La duration risulta essere uno strumento assai utilizzato in virtù della relativa facilità di calcolo e dell’immediata leggibilità delle informazioni che essa fornisce.

Se, ad esempio, la duration di un generico bond fosse pari a tre ciò significherebbe che, al variare dei tassi di interesse di un punto percentuale, il prezzo del titolo subirebbe una variazione, di segno opposto alla variazione di tasso, di circa il tre percento.

Dott. Andrea Castiglione