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Col termine lex monetae si intende la facoltà di uno Stato sovrano di scegliere la propria valuta.
In caso di mutamento della stessa, si intende il diritto di determinare il tasso di conversione tra la vecchia e la nuova moneta avente corso legale, in ogni caso, qualora dovessimo intraprendre una euroexit il cambio / valuta tra la nuova moneta “italiana” e “l’estero Euro” non sarà della fomosa cifra di 1936,27 lire iniziale, ma del valore del changeover (valore al momento dell’uscita in base ai dati economici dell’Italia). Il valore nominale può essere (per logistica) 1:1; vale a dire la nuova moneta al nostro interno gli viene conferito valore: 1 euro, in tal modo non vi sarebbe nessuna necessità di variare segnaletica, listini ecc. Mentre nel Cambio /valuta con l’euro si prevede (un po’ tutti i realisti a dire il vero) una svalutazione che oscilla tra il 20 al 25%. Tengo a precisare che anche l’Euro nei primi anni ha visto uno scivolone rispetto al Dollaro USA del 30%, eppure il sole ha tramontato e risorto ogni giorno senza alcuna tragedia. Fatta la premessa, dico che gli addetti all’informazione spesso fanno disinformazione, sui pro e contro di una eventuale euroexit (per me inevitabile). Ora, in uno Stato democratico moderno, nulla è più prezioso della comunicazione, pertanto se una bugia viene inoltrata per ignoranza…vabbè è perdonabile, se si è consapevoli che si mente allora è fatto grave, ma se (come purtroppo sta avvenendo) si insiste e si martella il popolo con una menzogna sistematicamente anche attraverso i mass-media statali, allora è un CRIMINE.

Spesso si sente: “Se usciamo dall’Euro, tutti i mutui in corso e prestiti bancari accesi andranno saldati in Euro”. MENZOGNA, BUGIA, CRIMINE MEDIATICO!!! Quando usciremo dall’Euro molte cose cambieranno di sicuro, alcune di poco, altre di molto, altre ancora di un minimo impercettibile. Anzitutto va chiarito il termine in premessa “Lex Monetae”, come prevede il nostro Codice Civile italiano è sufficiente un decreto che sancisce che la moneta dello Stato Sovrano Italiano è la nuova (es. Lira, Fiorino, ecc.) in sostituzione dell’Euro, pertanto ogni contratto futuro ed in ESSERE viene inteso nella moneta corrente riconosciuta e decisa dallo Stato Sovrano. Quindi contratti di lavoro, mutui, compravendite ecc. saranno pagati nella moneta corrente. Infatti basta prendere lo stesso decreto che ufficializzò l’Euro al posto della Lira, invertire l’IN e l’OUT e la cosa può andare in vigore in un fine settimana, approfittando della chiusura bancaria ed iniziare la nuova settimana con i Bancomat aggiornati e riforniti della nuova moneta. In fine va detto che i menzonieri dimenticano che è lo Stato Sovrano a decidere (almeno questo) la moneta corrente e non le Banche, altrimenti se non fosse, la loro, una colossale “cavolata” i mutui stipulati dopo il 2000 ancora oggi avrebbero dovuto vedere le rate in Lire. Resta ovvio che la restituzione al cambio uno /uno tra le due monete (vecchia e subentrante) la svalutazione andrebbe a carico e assorbita dalla banca creditrice. E’ soprattutto per questo che i lobbisti si arrampicano sugli specchi per evitare ciò, a costo di inventare terrorismo mediatico o di uccidere il popolo. Chiaro? E pensare che uno di questi giornalisti che sostengono tale balla è un dipendente della Tv di Stato (Rai 3 ovviamente) Sig. Rampini corrispondente in Usa. Che tristezza mi fanno.

Di seguito Art. C.C. attinenti.
Art. 1277 Debito di somma di danaro
I debiti pecuniari si estinguono con moneta avente corso legale nello Stato al tempo del pagamento e per il suo valore nominale.
Se la somma dovuta era determinata in una moneta che non ha più corso legale al tempo del pagamento, questo deve farsi in moneta legale ragguagliata per valore alla prima.
 
Art. 1278 Debito di somma di monete non aventi corso legale
Se la somma dovuta è determinata in una moneta non avente corso legale nello Stato, il debitore ha facoltà di pagare in moneta legale al corso del cambio nel giorno della scadenza e nel luogo stabilito per il pagamento.
 
Art. 1281 Leggi speciali
Le norme che precedono si osservano in quanto non siano in contrasto con i princìpi derivanti da leggi speciali.
Sono salve le disposizioni particolari concernenti pagamenti da farsi fuori del territorio dello Stato.
 
C. Botta