Financial Polis

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Anno 2011

 

L’attuale crisi economica è una crisi finanziaria. A partire dalla crisi dei mutui subprime, per passare alla bolla derivati, sembra che la finanza internazionale, in qualche modo “impazzita“, per motivi più o meno leciti e comprensibili abbia creato una crisi di liquidità (“le banche non si fidano più l’una dell’altra, non si prestano più denaro fra di loro” è la storiella che ci siamo sentiti raccontare) che ha ingessato il sistema, come un motore che, al mancare dell’olio, grippa. La benzina c’è ancora, il motore sarebbe efficiente, ma senza olio gli ingranaggi non girano.

Secondo me non dobbiamo lasciarci ingannare (un’altra volta) dall’informazione ufficiale falsa, e bisogna saper leggere gli eventi. Provo a spiegarmi. Senza volere a tutti i costi parlare di un “Grande Vecchio” che tira le fila dell’economia mondiale, limitiamoci a chiamarlo “la grande finanza“, intendendo con questo termine un ristretto gruppo di persone, proprietarie, in maniera più o meno occulta, delle grandi banche del mondo, con relazioni strettissime con la massoneria e -inevitabilmente- gli interessi dell’industria militare e petrolifera. Il potere di emissione del denaroconsente a questo gruppo la creazione di cicli che, alternando periodi di disponibilità del credito a periodi di restrizione dello stesso, creano un andamento altalenante dell’economia in cui loro possono sfruttare a proprio vantaggio la conoscenza anticipata dei momenti di “cambio tendenza”.

Nei momenti di credito “facile” l’economia tira, c’è fiducia nel futuro, nuove idee imprenditoriali prendono corpo, ci si indebita volentieri, si fanno mutui, ecc.; viceversa, nei momenti di restrizione del credito, le aziende -specie quelle più esposte- falliscono, si licenzia per contenere i costi, chi aveva ipotecato un bene (la propria casa, della terra, la propria azienda) la perde a favore della grande finanza, vera proprietaria ormai del mondo “fisico”, così come Dio l’aveva dato all’umanità. 

E come si fa a passare da una fase all’altra? In particolare, come si fa a passare da una fase di credito abbondante ad una fase di stretta creditizia? Sicuramente una buona scusa va trovata, altrimenti la gente si chiederebbe: ma perchè adesso i tassi improvvisamente si alzano? Questo è il punto in cui i banchieri devono fare un piccolo sforzo (e sì, anche il loro è un mestiere faticoso, di tanto in tanto…) di fantasia, per giustificare l’inversione di tendenza.

Una guerra è di solito il modo migliore e più immediato per giustificare un tale cambio di politica monetaria, ma questo purtroppo non si può fare sempre; stavolta si sono “inventati” la bolla subprime, poi la bolla derivati, e cifre incredibili e incomprensibili ai più, e minacce di ogni genere (“se falliamo noi trasciniamo l’intera civiltà nel baratro“) per farsi autorizzare emissioni spropositate e incontrollabili di denaro. Carta? Può darsi, ma carta ACCETTATA.

Per farne cosa? Per continuare a comprarsi il mondo, l’economia reale che nel frattempo è scesa di prezzo. Fiat? anche oggi, dopo 8 mesi di risalita, vale sempre meno di un terzo (8 euro) di quanto valeva due-tre anni fa (27 euro). Unicredit? Come sopra. ENI: uguale. E la lista potrebbe continuare. Ecco: io credo che queste menti criminali siano sì malate al punto da voler possedere il mondo (poverini, non hanno ancora scoperto la Bellezza del Creato così com’è, senza doverlo possedere a tutti i costi), ma non così stupide da farlo fallire (“pelare la pecora fino a scuoiarla“). Ad ogni ciclo, se ne accaparrano un altro po’, lasciando l’umanità sempre più povera, sempre più schiava, sempre più inerme.

 

 

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