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Nei diversi Paesi del mondo, esistono due grandi sistemi giuridici: civil law e common lawStoricamente, la dicitura civil law proviene dal cosiddetto Corpus Iuris Civilis, la monumentale compilazione commissionata dall’imperatore Giustiniano nel VI secolo d.C. per riordinare il caotico sistema giuridico dell’Impero romano d’Oriente. Con la successiva evoluzione del diritto medievale, la civil law si sviluppa fino ad arrivare alle grandi codificazioni moderne, quali il Codice Austriaco del 1786, il Codice Prussiano del 1794 e il piú importante Codice Napoleonico del 1804.

Lo sviluppo storico della common law si deve, invece, all’accentramento di poteri del re in Inghilterra durante il medioevo. L’organizzazione feudale, che aveva un ruolo predominante nella società, era articolata proprio attorno alla corte del re, la curia regis, formata da un nucleo di giudici ch’erano spesso inviati nelle province ad amministrare la giustizia in nome del sovrano. Fu proprio quest’organizzazione a far sí che si creasse un diritto unitario, chiamato common, che trionfò definitivamente nel XVII secolo, quando il Parlamento dichiarò la sussidiarietà delle altre leggi rispetto a esso.

L’elemento distintivo della civil law è, come abbiamo anticipato, la presenza di codici di diritto sostanziale, che disciplinano in astratto tutti i casi che possono esser portati davanti al giudice, cui s’affiancano quelli strumentali, che regolano gli aspetti procedurali. Poiché si basa sulla mera fonte legislativa, è chiaro che legislatore e legge codificata rappresentano i cardini del sistema, mentre il giudice assume un ruolo marginale nel modellare il diritto vivente. Infatti, a questi è demandato l’accertamento dei fatti di causa e l’applicazione di quanto dettato dalla norma astratta.

Al contrario, il sistema di common law è generalmente privo di codificazione. Non esistendo quindi un vero e proprio compendio di leggi, il principio-cardine è lo stare decisis, ossia il precedente: il giudice dovrà conformarsi alla decisione adottata in una precedente sentenza nel caso in cui la fattispecie in esame sia identica a quella trattata nel caso già deciso. È quindi evidente come il ruolo dei giudici nel determinare il diritto vivente sia cruciale, mentre la legge diviene fonte normativa di secondo grado.

Da un punto di vista pratico, è chiaro che il maggior vantaggio degli ordinamenti di civil law – ossia la creazione parlamentare del diritto, che assicura una maggiore certezza e democraticità, vincolando il giudice a decidere solo in base alla legge – si rivela, al contempo, il suo limite. Talvolta le regole generali si rivelano poco adeguate ai casi concreti; ma, essendo indispensabile la procedura parlamentare, modifiche e abrogazioni delle norme o il recepimento normativo di nuovi fenomeni accadono lentamente. Invece, gli ordinamenti di common lawconsentono al giudice di adattare piú facilmente le regole al singolo caso concreto, poiché il vincolo del precedente può esser superato, se il fatto si presenta con caratteristiche tali da richiedere l’applicazione d’una norma diversa, senza dover attendere che il parlamento legiferi. Spesso, però, a causa del «peso» del precedente, questa flessibilità viene meno, e quindi il recepimento d’esigenze economiche e sociali sopravvenute avviene comunque lentamente.

Geograficamente, la civil law s’è diffusa in tutti i Paesi europei – coll’eccezione d’Inghilterra e Irlanda –, nella maggior parte dei Paesi dell’America Latina, in Asia e in alcuni Paesi africani (come Egitto e Madagascar). La common law, oltre che in Inghilterra, USA (coll’eccezione della Louisiana) e Irlanda, s’è estesa in Australia, Pakistan e Canada.

Astrattamente, sembra quindi difficile trovare punti di contatto tra i due sistemi. Tuttavia, oggi s’assiste a una crescente contaminazione tra le due culture giuridiche: da un lato, nei sistemi di civil law s’è progressivamente accentuata la tendenza a riconoscere un certo grado di vincolatività ai precedenti giudiziari, soprattutto nel caso di pronunce delle giurisdizioni superiori; dall’altro, negli ordinamenti di common lawè sempre piú frequente l’emanazione di provvedimenti legislativi.

A parere di chi scrive, la persistente visione che i due sistemi siano cosí diversi e incontaminati è principalmente il risultato del persistere di vecchi pregiudizi e stereotipi, che riflettono sia l’opinione comune sui diversi Paesi, sia la volontà di far credere che il proprio sistema sia sempre e comunque il migliore. I giudici, infatti, giocano un ruolo fondamentale tanto nei sistemi di common law quanto in quelli di civil law: basta sfogliare, ad esempio, il Codice Civile per rendersi conto di quanto fondamentali siano le decisioni della Cassazione e delle Corti di merito per riuscire a vincere una causa. Ma, soprattutto, basta pensare alla presenza di sistemi misti (come quello indiano) o a come giudici di diversa estrazione riescano a cooperare efficientemente in corti importanti come la Corte di Giustizia Europea o la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

Oggi, quindi, le solite vecchie etichette stanno progressivamente perdendo la propria ragion d’essere — e forse, prima di quanto pensiamo, non si parlerà nemmeno piú di civil e common law.

 

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Il sistema di Civil law si differenzia da quello di Common law principalmente per il diverso modo di creare norme. Nel sistema di civil law le norme sono espressione delle leggi, che prevedono fattispecie generali e astratte(Civil law). 
Nella common law la norma è contenuta nelle sentenze dei giudici, partendo da casi concreti (Common law). 

Il Civil law, è il modello di ordinamento giuridico sviluppatosi nell’Europa continentale a partire dal diritto romano-giustinianeo. Si fonda essenzialmente su un ruolo importante del sistema di codici. Il movimento della codificazione che diede origine al moderno sistema di Civil law, sorse nella seconda metà del XVII secolo e rispondeva a precise esigenze di ordine sistematico. In particolare, esso tendeva a porre un argine all’obiettivo stato di incertezza in cui versava il diritto che si contraddistingueva per l’arbitrio giudiziale e l’abuso dell’interpretazione dei giuristi. 
Nel sistema di Civil law i giudici, applicando la legge, pronunciano sentenze che una volta passate in giudicato, fanno stato fra le parti, ossia le sentenze determinano un accertamento e definizione della lite vincolante per i soggetti in causa, ma con efficacia limitata sia dal punto soggettivo che oggettivo. Soggettivamente, perché la sentenza non vale nei confronti di chi sia restato estraneo al processo ed oggettivamente perché la sentenza definisce solo quella determinata lite e non altre. 

A questo modello si contrappone il Common law, dove il diritto è creato dallo stesso giudice, in relazione ad un conflitto già insorto e sottoposto alla sua decisione. Negli ordinamenti di Common law, quindi, la sentenza crea il diritto, dato che la regola dettata dal giudice in un caso concreto deve poi valere per tutte le successive controversie aventi lo stesso ambito oggettivo, anche se con soggetti diversi. Quindi la norma creata dal giudice assume per i giudici a cui verranno sottoposti casi analoghi, lo stesso valore di una norma generale ed astratta. 

Per comprendere appieno la differenza non devi confondere il concetto di norma con quello di legge, le due cose sono diverse (è solo nel sistema di civil law che le equipariamo). 

Nel sistema di civil law: la norma è contenuta esclusivamente nella legge. 

Nel sistema di common law la norma può essere contenuta nella legge, ma anche nel precedente vincolante del giudice, che di fatto crea norme, ma non esercita potere legislativo.