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Tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio degli anni Settanta il Club di Roma  pubblica un report intitolato The Limits to Growth

Nell'ambito di questo progetto, denominato  Progetto sulla situazione difficile dell'umanità, il Club di Roma decise di finanziare le ricerche di un gruppo di scienziati del Massachusetts Institute of Technology (MIT). Questi elaborarono un modello computerizzato per prevedere le conseguenze ambientali ed economiche della crescita incontrollata della popolazione e della produzione industriale.

Gli autori del report si proponevano di fare luce su cinque principali tendenze potenzialmente catastrofiche del sistema mondo: l'aumento dell'industrializzazione, la crescita della popolazione, la diffusione della malnutrizione, l'esaurimento delle risorse non rinnovabili (depletion), il deterioramento dell'ambiente.. 

 

In sostanza la simulazione al computer rivela che l' aumento del benessere aumenta il consumo e il tasso di crescita della popolazione e in conclusione  si andrebbe  incontro all'esaurimento delle scorte disponibili.

 

Questi cinque fattori  interagiscono tra loro in modo complesso comunque sia il modello prevederebbe  che se non si verificheranno cambiamenti nei trend di crescita di popolazione e capitale industriale, l'umanità andrà incontro al collasso a causa dell'esaurimento delle risorse non rinnovabili (depletion) entro il 2100.

Si possono evitare esiti così catastrofici facendo affidamento sulla tecnologia? 

 

Gli autori di The Limits of Growth pongono dunque l'umanità di fronte a una scelta inevitabile: si tratta di stabilire se è preferibile interrompere in maniera programmata la crescita oppure lasciarla avanzare fino a raggiungere il limite ultimo, per poi collassare.