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Hillary Clinton lo ammette: “L’Isis è roba nostra ma ci è sfuggita di mano”

 

L’ex segretario Usa Hillary Clinton ha ammesso quello che per gli analisti era una sorta di “segreto di Pulcinella”, ovvero che l’Isis, il feroce gruppo jihadista che sta insanguinando l’Iraq, sarebbe una creazione americana in funzione anti-Assad che sarebbe uscita fuori controllo. 

È stato un fallimento. Abbiamo fallito nel voler creare una guerriglia anti Assad credibile. Era formata da islamisti, da secolaristi, da gente nel mezzo. Il fallimento di questo progetto ha portato all’orrore a cui stiamo assistendo oggi in Iraq“, queste le parole dell’ex segretario di Stato Usa Hillary Clinton, parole che non abbisognano di chiose e di spiegazioni ulteriori in quanto, letteralmente, parlano da sole. La Clinton ha rilasciato un’intervista a  Jeffrey Goldberg del giornale web “The Atlantic”, e ha parlato senza peli sulla lingua della difficile situazione in Medio Oriente. A noi le sue parole non sorprendono dal momento che in tempi non sospetti abbiamo raccontato come l’opposizione alla Siria si sia trasformata abbastanza velocemente in bande di estremisti islamici senza scrupoli e armati fino ai denti. La Clinton è apparsa quindi perfettamente consapevole delle responsabilità americane nella creazione dell’Isis, i jihadisti islamici che oggi occupano la Siria del Nord e parte dell’Iraq e che si sono macchiati di esecuzioni di massa e altri crimini abietti contro civili. Non solo, al Clinton ha persino bacchettato Obama, accusato di mollezza: “Obama in politica estera è troppo cauto. L’America ha bisogno di un leader che crede che il proprio Paese sia un’indispensabile forza di pace, nonostante gli errori commessi. Anzi, gli errori li commette proprio chi fa, fanno parte del ruolo dell’America. Obama cerca con troppa insistenza di comunicare agli americani che non sta facendo qualcosa di folle. È troppo ragioniere. Noi, invece, dovremmo portare avanti una politica estera bilanciata. Una via di mezzo tra la bellicosità di Bush e l’attesa di Obama. Attendere lo sviluppo degli eventi non ti porta a prendere decisioni migliori e più sagge per il mondo e per l’America“. Alla faccia, verrebbe da dire. Ma il resto dell’intervista è ancora più agghiacciante e mostra quanto sia pericolosa la cosiddetta “retorica democratica” a stelle e strisce: “Abbiamo fatto un gran lavoro contro l’Unione Sovietica. Ma abbiamo anche commesso molti errori. Abbiamo appoggiato personaggi veramente cattivi. Abbiamo fatto cose in America Latina e nel Sud-est asiatico di cui non vado per nulla fiera. Ma all’epoca c’era un obiettivo più grande. E lo abbiamo raggiunto. Tutto il resto è passato in secondo piano. È così che bisogna agire, che deve agire l’America», ha proseguito l’ex ministra degli Esteri”. Insomma secondo la Clinton i milioni e milioni di morti fatti dagli Stati Uniti in nome della guerra al comunismo dall’Africa fino all’America Latina e all’Asia sarebbero tutti giustificabili in nome della lotta all’Unione Sovietica, questo si chiama fanatismo puro in quanto si parte dal presupposto di far parte di un “popolo eletto” che deve imporsi sul resto del mondo. Un pò lo stesso pensiero di Netanyahu in Israele, e infatti i due vanno a braccetto come sottolineato dalla stessa Clinton: “Israele ha fatto quello che serviva per contrastare i missili sparati dai palestinesi. Israele ha il diritto di difendersi. Netanyahu ha agito correttamente, come andava fatto. Le vittime civili, i bambini, le donne, sono tutti effetti collaterali di una politica giusta. Quando un Paese democratico attacca, ovviamente, colpisce anche civili innocenti. Ma alla base c’è comunque un processo decisionale etico che non appartiene ai Paesi non occidentali. E comunque, la colpa per quello che sta accadendo resta ad Hamas“. Avete sentito bene, secondo la Clinton le bombe su mercati, ospedali, bambini che giocano sulla spiaggia di Gaza, sono tutte bombe giuste. Ma non è finita qui: “Obama deve prendere esempio da Netanyahu. Se avessimo agito con la stessa decisione in Siria i combattenti della Jihad non ci sarebbero sfuggiti di mano, come poi è accaduto. Adesso rappresentano un vero pericolo per il Medio Oriente, per l’Europa e perfino per gli Stati Uniti“. Siamo all’assurdo, il mondo e la pace mondiale sono in mano a personaggi come Hillary Clinton che si ritengono parte di un popolo “superiore” per cultura e democrazia agli altri e che di conseguenza può decidere chi è autorizzato a esistere e chi no. Siamo di fronte a lupi letteralmente travestiti da agnelli ma che ora iniziano a parlare apertamente, arrivando ad ammettere quello che fino a pochi mesi fa si trovava scritto solo su blog e altre fonti indipendenti. Se non lo avete capito la Clinton ci sta dicendo che per realizzare una guerra “giusta” (che ovviamente per lei sarebbe qualsiasi guerra degli Usa contro chiunque) sarebbe accettabile sacrificare migliaia e forse milioni di vite umane in quanto sarebbero “vittime collaterali”. Provate a vedere il modo con cui gli Usa si stanno rapportando con Mosca, e traete le debite conseguenze.

 

Tribuno del Popolo