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Due furono gli eventi che portarono alcollasso l’economia mondiale: lacrisi del ’29 e successivamente laseconda guerra mondiale. Molte sono state le conseguenze ascrivibili ai due più grandi shock dell’economia mondiale tra le quali assumono rilevanza: il ritorno al protezionismo e la restrizione dei capitali. Tuttavia già nel 1941 i presidenti di Inghilterra e Usa, Roosevelt e Churchill, avevano firmato la Carta Atlantica per ripristinare un sistema mondiale di scambi multilaterali tra le nazioni.

La svolta si ebbe con la conferenza internazionale di Bretton  Woods (1944) guidata dai rappresentanti americani ed inglesi. All’incontro parteciparono molte delegazioni di diversi paesi che parteciparono alla creazione di due grandi istituzioni internazionali. Il Fondo monetario internazionale (Fmi) si occupava della gestione dei tassi di cambio e di finanziare squilibri nei pagamenti, tra i diversi paesi,  nel breve periodo. Gli americani ne erano il maggior azionista e nel caso un paese fosse stato costretto a ricorrere al finanziamento del Fmi avrebbe dovuto accettare l’imposizione di politiche economiche decise dal Fondo stesso. Invece l’istituzione della Banca Mondiale era stata voluta per il finanziamento di prestiti nel lungo periodo, dapprima per la ricostruzione e poi per lo sviluppo delle nazioni più povere. Gli istituti citati divennero operativi nel 1946 seppur inizialmente con efficacia limitata.

 

Nello stesso periodo i delegati presenti a Bretton Woods diede origine all’International Trade Organization (Ito) che nel 1947 portò alla firma delGeneral Agreement on Tariffs and Trade (Gatt) con lo scopo di ridurre i dazi nei commerci tra paesi e ad una maggiore cooperazione internazionale. Nel 1994 il Gatt divenne la World Trade Organization (Wto).

 

Il Dollar Exchange Standard

Durante la Conferenza, durata tre settimane, vennero siglatati i cosiddetti accordi di Bretton Woods che istituivano, a livello monetario, un sistema più flessibile del Gold Standard classico, come aveva auspicato John Maynard Keynes. Il sistema di Bretton Woods era configurato in Dollar Exchange Standard ovvero unsistema di cambi fissi rispetto al dollaro. Tre erano le regole fondamentali:

-Il valore del dollaro era fissato rispetto all’oro a 35 dollari per oncia.

-I paesi membri detenevano riserve in oro o dollari allo scopo di evitare variazioni del tasso di cambio nel breve periodo. Inoltre i paesi membri avevano il diritto di vendere dollari in cambio di oro alla Federal Reserve.

- Tutte le valute, ad eccezione del dollaro, avevano un valore fisso rispetto al dollaro.

Il sistema di Bretton Woods, si differenziava dal Gold Standard per la possibilità di utilizzo della politica monetaria da parte dei paesi membri. Per questo scopo era necessario limitare la mobilità dei capitali, (infatti utilizzando la politica monetaria il rendimento dei titoli è soggetto a variazioni e nel caso fosse possibile la mobilità dei capitali, questi ultimi sarebbero diretti nel paese con rendimento più alto causando gravi danni al paese di origine). Per ottenere quanto detto ed evitare crisi speculative, che potevano creare instabilità, venne stabilito laconvertibilità delle valute solo per gli scambi internazionali di beni e servizi (le partite correnti), ma non per i movimenti di capitale.

Inoltre il sistema Bretton Woods si pose come obiettivo quello di garantire flessibilità ai paesi che registravano un disavanzo delle partite correnti. A questo era preposto il Fmi da cui era possibile attingere prestiti soggetto all’imposizione di politiche economiche restrittive.

In secondo luogo gli accordi presi a Bretton Woods prevedevano la possibilità di modificare le parità valutarie (rispetto al dollaro) nel caso di un disequilibrio strutturale nella bilancia dei pagamenti. Allora i paesi in difficoltà potevano svalutare la propria moneta rispetto al dollaro, ovvero rendere più convenienti le proprie merci, nel caso di un crollo della domanda di beni nazionali. Questa flessibilità, garantita nella conferenza di Bretton Woods, rese instabile tutto il sistema a causa di numerosi attacchi speculativi. Infatti gli speculatori superarono le restrizioni di capitale contraendo prestiti direttamente all’estero, inoltre erano in grado di anticipare la possibile svalutazione di una moneta analizzando i paesi con disequilibri strutturali nelle partite correnti. Gli attacchi speculativi furono destabilizzanti e tra i più famosi annoveriamo la svalutazione della sterlina nel 1967 e la molteplice svalutazione del franco nel 1957, nel1958 e nel 1969.

 

Il crollo del sistema Bretton Woods

L’eccessiva flessibilità ed instabilità del sistema di Bretton Woods unito alla sua asimmetria determinarono il crollo del sistema e l’avvento dei cambi flessibili. L’asimmetria del sistema instaurato a Bretton Woods era manifesta nella possibilità di tutti i paesi di svalutare la propria moneta rispetto al dollaro ma questa possibilità era preclusa al dollaro stesso. Inoltre, in condizioni normali tutti i paesi, ad eccezione degli Stati Uniti, dovevano utilizzare la politica monetaria per ancorare la propria moneta al dollaro mantenendo il cambio fisso, mentre gli Usa erano liberi di fissare il tasso di interesse e  gestire in modo autonomo la politica monetaria. Perciò i paesi membri del sistema di Bretton Woods, dato che dovevano ancorare la propria moneta al dollaro, erano obbligati ad adottare la politica monetaria statunitense e i relativi tassi di inflazione affinché i tassi di cambio non variassero. Tutto il sistema poteva resistere fin quando i paesi accettavano di importare l’inflazione americana.

Negli anni ’70, tuttavia, gli USA decisero di aumentare la spesa nello Stato sociale e di intervenire nella guerra del Vietnam: due eventi che causarono forti disavanzi di bilancio e una politica monetaria ultra espansiva che generò il raddoppio dell’inflazione. La maggior parte dei paesi dovettero importare l’inflazione americana mentre la Germania decise, come soluzione di rivalutare il marco nel 1961 e nel 1969.

Gli Stati Uniti, secondo gli accordi presi a Bretton Woods, dovevano mantenere stabile il prezzo in oro del dollaro. Nel 1971, a causa della sopravvalutazione del dollaro gli Stati Uniti decisero di svalutare il dollaro rispetto all’oro (infatti l’offerta di moneta era aumentata a causa della politica monetaria espansiva). Nel1973 gli Usa dovettero abbandonare la convertibilità in oro disintegrando la credibilità del sistema di Bretton Woods.

Il sistema di Bretton Woods non era stato costruito sulle tre caratteristiche principali (impegno, fiducia, simmetria) tipiche del Gold Standard. Autonomia monetaria e tassi di cambio fissi potevano esistere solo in mancanza di mobilità di capitali ed attacchi speculativi. Ma fu proprio la sfiducia degli operatori nel mantenimento dei tassi di cambio da parte delle banche centrali a far fallire il sistema di Bretton Woods e con esso la fiducia neii tassi di cambio fissi.