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Compensazione con crediti erariali

Il contribuente ha anche la possibilità di compensare i propri debiti con crediti per imposte erariali (ad esempio: crediti Irpef, Ires, Iva ecc.), sempre in base al Decreto Legge n. 78/2010.

Questa possibilità però ha dei limiti.

C'è infatti il divieto di compensazione se esistono debiti iscritti a ruolo il cui termine di pagamento è scaduto, per imposte erariali e relativi accessori, di ammontare superiore a 1.500 euro.

Sopra 1.500 euro, quindi, i contribuenti dovranno prima estinguere eventuali debiti erariali iscritti a ruolo e scaduti, dopo di che potranno utilizzare il credito residuo in compensazione.

Inoltre, sempre per effetto del Decreto Legge n. 78/2010 (e del successivo Decreto attuativo del Ministero economia e finanze del 10 febbraio 2011), il contribuente può pagare, anche parzialmente, le somme iscritte a ruolo per imposte erariali e i relativi oneri accessori (compresi gli aggi e le spese a favore dell’agente della riscossione), compensandole con i crediti relativi alle imposte erariali stesse.

A tal fine, bisogna utilizzare il modello F24 Accise (codice tributo RUOL).

Se il pagamento riguarda solo una parte delle somme dovute, il contribuente può presentare a Equitalia uno specifico modulo con cui dichiara l’avvenuto pagamento in compensazione tramite F24 accise e indica eventualmente a quale parte del debito erariale imputare il pagamento.

In quest’ultimo caso la scelta dei debiti da compensare va effettuata entro tre giorni dal conferimento della delega di pagamento se il contribuente presenta il modello F24 Accise tramite banche, poste ed Entratel oppure, contestualmente, se il contribuente presenta l’F24 Accise agli sportelli dell’Agente della riscossione.