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L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) istituirà un sistema di controllo per assicurasi che gli scambi di informazione fiscali vengano realmente effettuati. Tale controllo concernerà non soltanto i Paesi inseriti nella cosiddetta “lista grigia”, come la Svizzera, ma anche quelli appartenenti alla “lista bianca”, quali gli Stati Uniti.

Durante il Forum mondiale sulla fiscalità, in programma a Los Cabos (Messico) ad inizio settembre, “dovremo introdurre un sistema di esame per valutare l’applicazione effettiva degli accordi”, dichiara il capo della Divisione della cooperazione internazionale e della competizione fiscale dell’OCSE, Pascal Saint-Ammans, in un’intervista pubblicata oggi dal settimanale romando “L’Hebdo”.

“Lo scopo è di verificare che gli scambi di informazioni abbiano luogo”, aggiunge Saint-Ammans. Anche le situazioni del Delaware e del Nevada – Stati americani sovente definiti paradisi fiscali al pari delle britanniche Isole anglo-normande – saranno controllate.

Dicendosi vittima di un’ineguaglianza di trattamento, a fine giugno la Confederazione aveva chiesto l’istituzione di un sistema di “monitoring” che consenta di verificare se altri Stati – compresi quelli della “lista bianca” – rispettino gli standard in materia di informazioni fiscali.

Interrogata il 25 giugno, al termine del vertice dell’OCSE tenutosi a Parigi, la ministra dell’economia Doris Leuthard si era rallegrata che l’idea fosse stata accolta in modo positivo dai suoi omologhi.

Secondo Saint-Ammans, l’articolo 26 del Modello di convenzione fiscale dell’OCSE non prevede lo scambio automatico d’informazioni, vero e proprio spauracchio della piazza finanziaria elvetica. Il responsabile dell’OCSE si rallegra peraltro con la Svizzera per i progressi realizzati nell’applicazione degli standard dell’OCSE in materia fiscale: “È notevole il fatto di aver parafato 13 accordi di doppia imposizione in meno di sei mesi!”.

Occorrerà attendere che tali accordi siano ufficialmente firmati dai governi affinché la Confederazione sia cancellata dalla “lista grigia” degli Stati poco cooperativi. Ma Saint-Ammans è ottimista. “Ciò non dovrebbe tardare”. Il Consiglio federale ha già sin d’ora annunciato la sua intenzione di ratificare i testi il più rapidamente possibile, ovvero entro l’autunno.