Financial Polis

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Col termine lex monetae si intende la facoltà di uno Stato sovrano di scegliere la propria valuta.
In caso di mutamento della stessa, si intende il diritto di determinare il tasso di conversione tra la vecchia e la nuova moneta avente corso legale.

I contratti nazionali vengono ridenominati nella nuova moneta al tasso di cambio fissato.

Allo stesso modo, vengono ridenominati nella nuova valuta i titoli di debito dello Stato, anche sottoscritti da investitori esteri. Secondo le regole del diritto internazionale pubblico, gli atti di esercizio dell’attività sovrana (cosiddetto iure imperii) e i beni connessi con quest’ultima beneficiano di talune immunità dalla giurisdizione e dalla esecuzione forzata. Se uno Stato si rifiuta di pagare ovvero impone una svalutazione del proprio debito passando a una nuova valuta, almeno nell'ordinamento del Paese debitore, gli investitori non hanno tutele per vedersi riconosciuto (e pagato con pignoramenti) il proprio credito.

Nulla cambia per scambi fra due soggetti nazionali o con uno estero, denominati in partenza in valuta diversa da quella nazionale.

I contratti internazionali, ovvero dove una o più delle parti firmatarie è pagata o comunque riferibile in altra valuta (es. un altro Stato) oppure è un soggetto che opera in più nazioni (Fondo Monetario, Banca Mondiale. ecc.), sono regolati da clausole di salvaguardia del valore del credito oppure dallo specifico riferimento alla legislazione di un Paese, che può essere terzo a tutti i firmatari (es. legge inglese).
Senza indicazioni in merito, il diritto commerciale internazionale prevede che si debba ricostruire la volontà originaria delle parti. È di prassi riferirsi alla lex monetae del luogo dove viene effettuato il pagamento, ovvero dal luogo dove si trova la Borsa Valori che condiziona il valore della transazione.