Financial Polis

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Vorrei aggiungere un'altra teoria macroeconomica a chi è curioso, di cui purtroppo si parla poco oggi, ma è tra i motivi dell'aumento della distanza fra ricchi e poveri, della disoccupazione e della crisi: La legge di Verdoorn-Kaldor.
In macroeconomia con Y si definisce sempre il reddito e con N è l'occupazione. Quindi possiamo scrivere:
N=N/Y * Y;
Invece A è la produttività, che si definisce con A=Y/N, allora N/Y=1/A. Quindi possiamo scrivere la prima equazione come:
N=Y/A. Se ne ricaviamo la derivata, otteniamo l'equazione dinamica, la sua variazione nel tempo: N'=Y'-A'. Quindi per aumentare l'occupazione, il reddito deve crescere più della produttività (tutti devono essere più ricchi e consumare di più).

Nelle teorie moderni (a differenza di neoclassiche e neokeynesiane) si considera che il lavoro quando aumenta produce l'aumento più che proporzionale del reddito, che si chiama rendimenti marginali crescenti del lavoro (perché le imprese entrano nelle economie di scala; in effetti le imprese più grandi, con più forza lavoro, hanno sempre il costo medio dell'operaio al prodotto più basso).
Quindi la crescita di produttività in questo caso ha due componenti: la componente dovuta alle economie di scala (1) (e quindi al reddito nel contesto macroeconomico), e alla produttività pura, le tecnologie (2).
1. B - incrementi di produttività per il reddito (B<1), quindi la produttività aumenterà di B*Y' (quando il reddito cresce di Y')
2. Ao - incremento di produttività pura.
Allora: A' = Ao+B*Y'.
Tornando alla prima equazione:
N' = Y'-A' = Y'-Ao-B*Y'= -Ao+(1-B)Y'
Quindi per avere N'>0, dobbiamo avere -Ao+(1-B)Y'>0, e quindi Y'>Ao/(1-B)

Da qui si conclude che:
- la crescita di produttività crea meno che proporzionale crescita di reddito (la forza lavoro diventa più efficiente e meno numerosa rispetto all'efficienza, questo redistribuisce la ricchezza a chi detiene i capitali)
- l'aumento di produttività senza crescita del reddito reale riduce l'occupazione. E questa è la conclusione più grave, perché se diventiamo più efficienti dobbiamo produrre e consumare sempre di più!!! Questo contraddice la sostenibilità e buon senso.

E per concludere, fin quando ci sarà inflazione, fin tanto ci saranno i tassi d'interesse, la spinta verso la crescita, la disoccupazione (che secondo queste teorie è impossibile da evitare) - non si parla infatti di lavorare tutti ma lavorare di meno, è il mercato che regola e non può regolare in altri modi che questi.

Basta, non parlerò più delle teorie macroeconomiche che ne sono stufo, è un ragionamento circolare, che parte dall'ipotesi che noi siamo di natura competitiva (già nati così), siamo egoistici ed utilitaristici... e allora con questo sistema alimentiamo queste nostre caratteristiche che sono tutt'altro che naturali, ma creati dal contesto sociale, che è quello che abbiamo e quindi diventiamo utilitaristici e siamo costretti a giocare dentro queste regole di competizione.