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Il punto cieco del nostro tempo

 

Otto Scharmer nel suo libro “Theory U: Leading from the future as it emerges (SoL 2007)” parla di come fare riemergere le nostre potenzialità, riscoprirle e riutilizzarle di fronte alle nuove sfide che sia noi stessi sia l’umanità deve affrontare.

In buona sostanza si richiede un “salto di paradigma”. Scharmer parla di “Presencing”, presenza: invece che guardare e analizzare il passato, guardare e portiamo all’interno della nostra vita tutte le possibilità che possono arrivare guardando il futuro.

Il punto chiave del cambiamento, quello che dà l’effetto leva è l’approccio con cui guardiamo le cose, piuttosto che come risolviamo subito i problemi. Ossia la nostra condizione interiore , o intima che ci permette di cogliere quello che può e deve essere fatto. Scharmer parla di ” blind spot of our time”, ossia di “punto cieco del nostro tempo”, della nostra cultura, delle nostre organizzazioni, del nostro modo di intendere la “leadership” e anche la cultura organizzativa.

Se siamo consapevoli che esiste questo punto cieco, allora possiamo ritrovare noi stessi, personalmente e professionalmente, anche organizzativamente: riappropriarci del nostro potenziale per cogliere realmente le opportunità del futuro.

Sharmer ritieni che esistono due Sè: il Sè attuale e già passato e conosciuto ed un Sè futuro che ha in sè tutte le nostre migliori possibilità. E’ fra questi due Sè che si attiva il futuro.

Ecco che inizia il viaggio, un viaggio ad “U”, come ho già in parte trattato in alcuni “post” precedenti.

  1. Si scende dall “U”: occorre osservare “il nostro problema” o la “nostra sfida” con occhi nuovi, con cuore aperto e mente aperta, sospendendo ogni forma di giudizio
  2. Nel centro della “U” occorre ritirarsi ritrovando il silenzio che fa emergere le intuizioni e la verità, e la volontà: i due Sè  incominciano a risuonare e la nostra intelligenza emotiva riemerge e ci chiede cosa vogliamo fare di noi e della nostra vita
  3. Si risale dalla “U”: occorre portare il futuro nel mondo, attraverso la pratica del fare, sviluppando un prototipo del futuro, rifacendolo, sino a quando avremo il risultato finale.