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… e tutti i pezzi del mosaico cadranno nel posto giusto.

 

A larghe linee ci sono due interpretazioni di come si sono evolute le politiche, le economie e le società nel mondo occidentale contemporaneo. La prima è quella più comunemente condivisa dalle persone. Essa crede che quello cui stiamo assistendo sia il risultato di un continuo tiro alla fune fra molte forze sociali in opposizione. A loro volta queste producono un misto disordinato di tendenze economiche ed eventi politici benefici o dannosi a seconda dell’abilità dei nostri politicanti, che verranno infatti premiati o puniti al voto. Talvolta accadimenti esterni che maturano nel complesso mondo dei mercati globalizzati causeranno problemi o disastri che noi chiamiamo crisi economiche, recessioni o depressioni. Le genti e i loro governi, si pensa, hanno poco controllo su queste cose e devono ogni volta lottare per porvi rimedio.

 

Ma c’è un’interpretazione alternativa per tutto ciò: nulla di quanto si vede oggi nella conduzione delle economie e delle società è apparso per caso o attraverso un processo dialettico sociale. Non avrebbe potuto, perché troppo era in gioco e cioè la conquista della fetta maggiore della ricchezza mondiale ora e in futuro, nientemeno. Con un simile bottino che poteva ricadere nelle mani dei popoli oppure delle elite nella seconda metà del XX secolo, non si può immaginare che le seconde avrebbero permesso alla gara di svolgersi ad armi pari. Nulla, neppure il dettaglio più microscopico, poteva essere lasciato al caso. Da qui il piano. Questa interpretazione è la lente attraverso la quale io vi invito a guardare se volete comprendere sia il Vero Potere odierno sia la tragedia economica che ci sta inglobando. A quel punto tutti i pezzi del mosaico cadranno al posto giusto.

 

Possiamo con ragione affermare che il gran piano del ritorno ai vertici delle elite negli ultimi

75 anni ha ora prodotto risultati che superano uno scenario orwelliano per il terzo millennio.

Vedere milioni di persone nel mondo che trattenevano il fiato mentre il conto alla rovescia del

default (bancarotta) americano si avvicinava allo zero nel luglio del 2011 è un esempio. E’

stato esattamente come se milioni di persone avessero trattenuto oggi il respiro in attesa che

la prossima nave cada giù dal bordo della mondo, poiché gli era stato detto che la terra in

realtà è piatta. Follia, una follia di proporzioni epiche, perché gli USA potrebbero fare default

solo per scelta politica, mai a causa di una necessità economica, così come una nave non

cadrà mai giù dal bordo del pianeta (62). Ma 75 anni di lavaggio del cervello da parte delle elite

hanno convinto intere nazioni e masse di individui anche colti che ciò poteva accadere. Il

risultato è che Obama ha deciso di affamare un’America già ischeletrita sottraendogli altri 2,5

trilioni di dollari per il beneficio esclusivo di una microscopica elite di investitori e di

corporations. La sofferenza umana che ne scaturirà è orrenda, e si accumula su quella già

esistente. Eccolo il presidente Democratico che batte qualsiasi altra amministrazione

precedente nella sua gara ad arricchire da favola l’1% degli americani. Dalle parole

dell’economista Warren Mosler: “Lo chiamano ‘socialista’ che prende dai ricchi e dà ai poveri,

ma i fatti dimostrano invece che Obama ha presieduto il più ampio trasferimento di ricchezza dai poveri ai ricchi nella storia del mondo” (63). Di nuovo, questo non è accaduto per caso.

 

Poi c’è la vista di 17 nazioni europee – le culle della democrazia moderna con una storia

economica che risale a secoli fa – che si sono suicidate nella sovranità di spesa e in quella parlamentare. Lo hanno fatto agli ordini di un gruppo di tecnocrati non eletti e per il beneficio di una mafia di elite miliardarie. Un accadimento che avrebbe scioccato l’autore di 1984. E come avete letto in queste pagine, neppure questo è accaduto per caso.

 

Viviamo in un’epoca dove gli inganni abilmente amplificati dai mass media hanno, nelle parole dell’intellettuale americano Edward S. Herman, “reso plausibile l’inimmaginabile”.

Nell’economia, il piano Neoclassico, Neomercantile e Neoliberista non fa eccezione. E’ inimmaginabile-­reso plausibile che l’Irlanda sia stata costretta a giocarsi il suo fondo nazionale delle pensioni come pegno per essere solo in parte sostenuta proprio da coloro che l’hanno costretta al suicidio monetario. Come dire, prima ti mozziamo le gambe e poi tu devi impegnare la tua pensione per avere da noi una carrozzella scassata. E’ inimmaginabile-­reso plausibile che nel Paese che vantava i sindacati più forti del mondo, l’Italia, quegli stessi sindacati si siano oggi uniti alle elite Neomercantiliste di Confindustria nel chiedere al governo misure severe per aumentare la competitività. Non capiscono, stolti, che in una nazione che non possiede più una sovranità monetaria, e che per questo non può più fare svalutazioni competitive, l’unica alternativa per aumentare la competitività è di svalutare i salari, renderci tutti più poveri. Più che stolti… Hanno ingoiato i 200 Euro di tassa che oggi un lavoratore deve pagare per ricorrere al Tribunale del Lavoro, una misura del pacchetto austerità imposto all’Italia dalle elite Neomercantiliste. Non hanno compreso da dove viene il recentissimo provvedimento che liberalizza la contrattazione sindacale in deroga anche allo Statuto dei lavoratori… non hanno letto i testi della lobby Business Europe che voi avete letto qui.

 

L’inimmaginabile-­reso plausibile nella crisi finanziaria è il fatto che i criminali di Wall Street che hanno distrutto le vite di milioni di famiglie nel mondo sono stati salvati (e non incarcerati) perché erano “troppo grossi per fallire”, nel senso che se i governi non li avessero salvati, questi bastardi avrebbero continuato a distruggere tutto il mondo e non ‘solo’ metà. E’ come se tu dovessi pagare la cauzione del ladro che ti ha schiantato l’auto contro un muro se no quello la prossima volta quello ti schianta anche la casa. L’inimmaginabile-­reso plausibile sono 50 milioni di esseri umani, fra cui 17 milioni di bambini, che l’anno scorso non hanno trovato abbastanza da mangiare… no, non in Somalia, ma nella più ricca nazione del mondo, gli Stati Uniti. Questo è il luogo dove nel frattempo il numero di miliardari è cresciuto da 793 a

1.011 grazie alla crisi finanziaria. Nella Gran Bretagna, che fu la culla dello Stato Sociale,

l’inimmaginabile-­reso plausibile sono le tende di Médecines du Monde nel quartiere di

Hackney per fornire assistenza sanitaria d’emergenza ai residenti poveri. Non ci sorprende,

visto che lo stesso Financial Times ha scritto che “la nazionalizzazione delle perdite delle

banche ha lasciato le famiglie inglesi ad affrontare tagli nel loro standard di vita al livello dei peggiori sofferti dal 1920 in poi”. Nel quartiere di Haringey di Londra, la sede della recente sommossa di Tottenham, ci sono 54 disoccupati per ogni offerta di lavoro, una bella “armata di riserva dei disoccupati” in vita un secolo e mezzo dopo la morte di Marx.

 

Ancor più disperante è l’inimmaginabile-­reso plausibile che ci portiamo dipinto nella mente, in faccia e nel corpo, e che si chiama apatia. Quando nel novembre del 2009 il capo supremo dei gangster di Wall Street, Lloyd Blankfein della Goldman Sachs, sorrise a un reporter e gli disse che loro avevano fatto “il lavoro di Dio”, ci sarebbe dovuta essere una rivolta nelle strade in tutto l’Occidente, barricate e furia. Non ci sono parole possibili per descrivere l’oscenità di quella frase, alla faccia della sofferenza e dei destini troncati che lui e i suoi complici hanno

causato in eserciti di famiglie qualunque. Ma no, nessuna rivolta, neppure un accenno. Come siamo ridotti? Cosa ne è della nostra dignità? Perché siamo collassati di fronte al volere di Lippmann e Huntington?