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Lo Stability and Growth Pact (Patto di Stabilità) è parte del sovranazionale Trattato per il Funzionamento dell’Unione Europea (TFEU) e impone agli Stati di mantenere il deficit di bilancio al 3% del PIL e il debito pubblico al 60% del PIL, e non oltre. Fu pensato dell’ex ministro delle finanze tedesco Theo Weigel e pone tutti i governi aderenti in quella che la stampa finanziaria oggi chiama “la camicia di forza”.

Secondo le nuove regole della Commissione UE, i governi dovranno sottomettere i loro bilanci sia alla Commissione che al Consiglio Europeo nell’aprile di ogni anno. I due li esamineranno e manderanno delle raccomandazioni. Solo dopo questa procedura i governi potranno sottometterli ai propri parlamenti. 

 

 

 

Larghe parti di questo edificio Neoliberista all’estremo sono state concepite dalle potenti lobby Neoliberiste Business Europe (BE) e European Roundtable of Industrialists (ERT), e sono state presentate alla Commissione Europea mesi (se non anni) prima che arrivassero nel marzo del 2011 sulle scrivanie dei capi di governo europei.

 

Dichiarazione dell’ex presidente dell’ERT, Daniel Janssen, rilasciata in occasione dell’incontro di Tokyo della Commissione Trilaterale nel 2000: “Da una parte stiamo riducendo il potere dello Stato e del settore pubblico con le privatizzazioni e la deregulation (…) dall’altra stiamo trasferendo molti dei poteri nazionali degli Stati a una struttura più moderna a livello europeo, con l’unificazione in progresso che aiuta i business internazionali come il nostro”.