Financial Polis

  Expand All  |  Contact All

 




Si chiamavano Walter Lippmann, Edward Berneys, intellettuali americani; Robert Schuman, Jean Monnet, Francois Perroux, politici ed economisti francesi. Negli anni compresi fra il 1920 e il 1945 essi, indipendentemente gli uni dagli altri, partorirono le idee per il ribaltamento di 250 anni di Storia. Ripeto: si doveva annientare il Tridente, esso era il pericolo assoluto per le moderne oligarchie assolutiste, cioè annientare Stati, leggi e cittadini. Questi ultimi erano la massa pachidermica che sedeva nel mezzo del loro percorso di riscatto, e alla sua neutralizzazione pensarono Lippmann e Berneys.

Considerati al loro tempo come intellettuali ‘progressisti’, le cui idee arrivarono contigue persino all’amministrazione Kennedy, essi sapevano bene che i tempi delle baionette e della Cayenna erano finiti, ahimè, e altro bisognava inventarsi per riportare il popolo alla sua ‘giusta’ posizione ai margini. Lippmann si espresse senza mezzi termini nel definire chi siamo noi cittadini: dei “meddlesome outsiders”, ovvero degli outsider rompicoglioni. Nulla di meno: noi persone e famiglie eravamo ai suoi occhi un’appendice fastidiosa fra i ‘cosiddetti’ del Potere. Già nel 1914 questo uomo aveva lasciato scritto nelle pagine del suo Drift and Mastery come il crescente potere del popolo minacciasse l’ordine capitalistico. Fra l’altro, sarà proprio in occasione di una conferenza europea nel 1938 in cui Lippman era ospite d’onore che il termine Neoliberismo fu coniato per definire il gran riscatto dei liberisti economici messi in ombra dal Tridente fin dagli albori del XX secolo.

 

In Europa, Schuman e Monnet ricalcavano alla perfezione quei concetti quando sostenevano che il sistema futuro avrebbe dovuto essere una gerarchia di ordini con supremazia assoluta delle elite sulla “massa ignorante”. Ma furono le idee dei due americani a fare il grosso del lavoro. Essi s’inventarono l’arma letale, quella che in pochi anni avrebbe realmente disabilitato la partecipazione democratica dei cittadini, intontendoli, drogandoli, eliminandoli dalla scena. Eccovi sfornate l’Esistenza Commerciale e la Cultura della Visibilità massmediatica, che erano le due ammiraglie dell’industria della fabbricazione del consenso per cui i due statunitensi sono passati alla Storia.

Oggi, nell’era dell’apatia istupidita di lavoratori e sindacati va ricordato che il fermento delle classi lavoratrici permise a Giacomo Brodolini e Gino Giugni di emanare in Italia il più avanzato Statuto dei Lavoratori di tutto l’Occidente (02/05/1970).

Fu proprio dal cosiddetto ‘piano Schuman’ che nascerà nel 1951 la prima forma larvale di unione europea, cioè la CECA (Comunità europea del carbone e dell’acciaio). Ma come già accennato l’elemento cruciale di questa strategia era di privare gli Stati della loro sovranità monetaria, e dunque ecco spuntare il quinto uomo nella preparazione del piano Neoclassico, Neomercantile e Neoliberista: l’economista francese Francois Perroux.

Detto ciò, si noti che già allora il loro approccio alle funzioni dello Stato era impregnato di quello che oggi conosciamo come “Lemon Socialism”: in esso i governi devono intervenire solo per mantenere un ordine sociale a vantaggio del Libero Mercato, e in particolare per salvare dalla bancarotta le elite quando esagerano nei loro giochi finanziari, attraverso iniezioni massicce di denaro pubblico.