Financial Polis

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Spero che vi sia ormai chiaro che lo Stato emette bond non per autofinanziarsi (che è un

assurdo logico), ma:

1) per offrire un'alternativa di guadagno agli investitori e ai risparmiatori;

2) per regolare i tassi di interesse.

Quindi, sebbene i titoli di Stato non siano necessari, sono utili e non vanno eliminati.

 

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Infine Barnard pone a Mosler le ultime due domande:

14) Quando la Banca centrale emette liquidità, cosa ne fa? In altre parole, qual è il

meccanismo di creazione del denaro? Vogliamo chiarirlo ancora?

Fa il cosiddetto "quantitative easing", del quale abbiamo parlato in precedenza: cioè

acquista bond e titoli di Stato, creando in pratica un conto di risparmio preso la

Banca Centrale.

Preciso a questo proposito che in America la Fed non compra bond emessi dai singoli

Stati Usa, ma solo titoli Usa garantiti.

Il sistema bancario dovrebbe essere per la massima parte pubblico,

indicativamente un 10% privato e un 90% pubblico, costituito da agenti dello Stato

regolati da uno statuto governativo.

Deve essere il governo a stabilire le regole, e le banche dovrebbero poter fare prestiti

solo nella misura in cui il governo glielo permette.

Il settore bancario privato dovrebbe operare nel piccolo: se non lo fa, il governo può

sanzionare le banche, chiuderle ecc.

Ci si domanda dunque perché ci siano banche nazionali private, e la risposta è:

perché la concessione dei prestiti è politicizzata.

 

 

15) Cosa propone la MMT per la piena occupazione?

Facciamo un esempio: una gelata distrugge tutti i pomodori; ovviamente i prezzi dei

pomodori aumentano. Questo non ha nulla che fare con l'inflazione.

Che fare a questo punto? Aumentare a tutti lo stipendio in modo che possano

comprare i pomodori rincarati?

Ovviamente no: in questo caso, più potere di spesa è uguale a più inflazione, perché

non è che, aumentando i salari, aumentino i pomodori.

Non è così che si risolve il problema, ma aumentando la produzione di pomodori o

facendo in modo che la gente mangi altro e producendo questo qualcos'altro.

Il problema si risolve quindi con la piena occupazione.

La disoccupazione è una grave perdita sociale ed economica, è perdita di

capitale umano.

Sbagliatissima, di fronte ad una crisi di questo genere, è la risposta della politica

fiscale e di austerità, che non fa altro che aggravare ulteriormente il problema.

Commento di Paolo Barnard: "Bene signori, vi presento il primo Hedge Fund marxista del

mondo!".

 

Si passa quindi alle domande del pubblico.

1) Perché molti economisti non accettano la Modern Money Theory?

Perché non la capiscono. Continuano a ragionare in termini di gold standard. L'esatto

funzionamento della moneta moderna sfugge quasi a tutti.

2) Che cosa ne pensa del MES1?

[Mosler risponde con una citazione di Churchill:] è come stare dentro ad un secchio e

cercare di tirarsi su per il manico. È un'assurdità: prima si deve spendere, poi

riscuotere. Gli Stati dell'euro non possono farlo: sono costretti ad essere prociclici,

cioè a spingere sempre nella direzione sbagliata.

3) La finanza speculativa potrà interferire nella MMT a nostro svantaggio?

No, se il governo capisce come funziona la sua valuta. Il problema è appunto farglielo

capire. Ora come ora diversi grandi banchieri capiscono la MMT e se ne servono; più

difficile farla entrare in testa ai governanti.

4) In quali casi si potrebbe avere un apprezzamento della lira?

Inizialmente la lira si apprezzerebbe, se il governo tassasse in lire senza convertire i

depositi bancari attualmente in euro.

In un primo momento la lira sarebbe forte, poi si stabilizzerebbe.

5) Se la Banca centrale mette gli euro in riserva e i cittadini li vendono per

acquistare lire, che ne fa la Banca centrale degli euro?

Gli euro non andrebbero alla Banca centrale, ma verrebbero venduti sul mercato.

6) I titoli di Stato funzionano in pratica come pronti contro termine?

Barnard risponde al posto di Mosler:

qui la risposta è lapidaria: sì in teoria, no oggi con l'euro. Oggi purtroppo servono per

finanziare lo Stato e la spesa pubblica.

 

 

7) Che succederebbe all'Unione Europea se l'Italia ne uscisse?

Potrà sembrarvi strana la mia risposta: niente di speciale. A questo proposito si fa del

terrorismo psicologico. Personalmente, come ho detto, non considero ottimale la

soluzione dell'uscita univoca dell'Italia dall'eurozona: sarebbe certamente meglio che

l'Unione Europea avesse una valuta unica, ma la gestione dovrebbe essere

completamente diversa.

8) Che limiti impone all'emissione di moneta sovrana?

Tutti tipi di spesa pubblica e le tasse dipendono dall'emissione monetaria. Il limite è

quindi quello della necessità. Teniamo conto che si può avere risparmio privato se e

solo se lo Stato spende più di quello che incamera con le tasse.

9) Che cosa ne pensa dei circuitismo2?

La ritengo una teoria corretta, ma non completa. Non risponde infatti alla domanda:

"Perché mai uno dovrebbe voler guadagnare quei soldi?". Questo dissi 15 anni fa ad

Alain Parguez, che mi diede ascolto ed aggiunse questo punto alla sua teoria, ma

rimase completamente inascoltato nell'ambiente circuitista.

10) Perché non si rende l'euro moneta sovrana?

Perché, come ho già detto, l'Unione Europea deve essere gestita in modo

completamente diverso. La BCE deve spendere a deficit il 10% del Pil, ma - punto

molto importante - l'ente che emette la moneta deve essere lo stesso che la riscuote.

11) Mario Monti capisce la MMT?

[Risposta da premio Nobel della diplomazia:] Non ci sono prove che la capisca.

12) Che cosa bisogna fare, secondo lei, delle riserve auree? Venderle?

Vendere oro può essere solo un palliativo: l'Italia attualmente deve scendere al 20% di

rapporto debito/Pil: impossibile. Vendere l'oro non risolverebbe il problema. Alla fine

ci si ritroverebbe con lo stesso problema, ed in più senza l'oro.

13) La Cina mantiene bassissimi gli stipendi: come far fronte alla sua concorrenza?

Avendo sempre una politica di piena occupazione. L'economia è l'opposto della

religione: è molto meglio ricevere che dare. Se produciamo vendiamo, altrimenti no.

Del resto bisogna anche considerare che i Paesi che esportano molto oggi sono gli

schiavi del mondo.

Vi faccio un esempio: se, al termine della seconda guerra mondiale, gli USA avessero

imposto al Giappone come indennità di guerra la seguente condizione: "Per tre

generazioni i Giapponesi non faranno altro che lavorare come schiavi per produrre

automobili e altri beni di consumo per gli Americani e gli occidentali", quale sarebbe

stata la reazione del resto del mondo? Ci avrebbero accusato, giustamente, di essere

incivili, imperialisti e neoschiavisti.

E cos'è successo poi? Che i Giapponesi, senza che nessuno li costringesse, per tre

generazioni non hanno fatto altro che lavorare come schiavi per produrre le nostre

automobili, le nostre macchine fotografiche, i nostri televisori, i nostri computer, i

nostri cellulari eccetera, mentre noi ce ne stavamo spaparanzati sulle nostre

automobili giapponesi a telefonare ai nostri amici con il nostro cellulare giapponese.

 

Chi dei due era lo schiavo?

Che cosa hanno ricavato i Giapponesi da questa vita da schiavi, se non dei numerini

sullo schermo di un computer? Ma il vero benessere era il nostro, quello di chi le loro

merci le comprava, le usava e si godeva la vita.

Il risultato è che, se per qualche motivo si dovessero guastare tutti i computer del

mondo, i Giapponesi si ritroverebbero ad avere lavorato per tre generazioni per nulla.

(Applauso e risata in sala).

14) Mr. Mosler, quello di cui lei parla è un "errore" o un "crimine", come lo definisce

Paolo Barnard? Si tratta di stoltezza o di malafede? È un grosso problema,

perché la prospettiva cambia completamente.

Di proposito nel mio libro io parlo di "frode innocente": parto cioè, volutamente, da

una presunzione di innocenza, che aggrava enormemente la posizione degli imputati

rispetto ad una presunzione di colpevolezza. Io infatti non mi pongo nella posizione di

chi giudica, non ho alcun pregiudizio: mi limito a smascherare la frode.

Di qui in avanti, se perseveri, o sei cretino (e allora è un errore) o sei in malafede (e

allora è un crimine).

Il giudizio emerge da sé.