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Per molti italiani, compresi gli esperti di economia e finanza, Warren Mosler è ancora un perfetto sconosciuto. Ma chi lo conosce bene non ha dubbi: un giorno, il mondo intero si ricorderà di lui e, soprattutto, delle sue rivoluzionarie teorie sulla moneta, che lo stesso Mosler ha esposto all‘It Forum, la più importante manifestazione italiana dedicata al trading online, in programma a Rimini il 17 e 18 maggio.

63 anni, originario del Connecticut, Mosler non è un economista puro, cresciuto nel mondo. È un gestore di hedge fund che, con la sua società Offshore Advisors, nei primi anni ‘90 ha fatto un mucchio di soldi comprando i Btp, quando i Buoni del Tesoro rendevano ben il 15% all’anno, perché il nostro paese sembrava sull’orlo del baratro ed era appena uscito dal sistema monetario europeo.

DALLE AUTO ALLA MONETA. Mosler, però, è anche un personaggio molto eclettico, con interessi che spaziano dal settore automobilistico, dove ha fondato un’azienda specializzata nella produzione di macchine ultraveloci e ad alta cilindrata, fino alla macroeconomia dove viene appunto considerato il padre fondatore di una nuova teoria sulla moneta, che oggi incontra sempre maggiore interesse nelle università di tutto il mondo, soprattutto negli Stati Uniti.

È la Modern Monetary Theory (Mmt), che ribalta completamente i più importanti assiomi sui cui si basa il pensiero economico  dominante. Per gli esponenti della Mmt, infatti, le politiche di bilancio adottate oggi dall’Europa e incentrate sul contenimento del debito pubblico, sono una vera e propria sciagura che rischia di trascinare tutto il Vecchio Continente nel baratro.

Per gli stati sovrani, infatti, non esiste una reale possibilità di default (cioè  di fallimento), come temono in molti, poiché i governi e le banche centrali hanno una capacità pressoché infinita di coprire i propri disavanzi,sempilicemente stampando nuova moneta. Poco importa se, come sostengono parecchi economisti, l’eccesso di liquidità nel sistema rischia di generare inflazione.

CONTRO L’AUSTERITA’.  A ben guardare, secondo Mosler e le teorie della Mmt, l’aumento dei prezzi al consumo si verifica soltanto quando la massa di moneta in circolazione è sproporzionata alla quantità di beni e servizi disponibili sul mercato. Oggi, però, l’attuale crisi europea è soprattutto una “crisi da sovraproduzione”: molte aziende del Vecchio Continente, infatti, rischiano di chiudere i battenti pur avendo i magazzini pieni, perchè nessuno ha abbastanza soldi per comprare i loro prodotti.

Altro che inflazione, dunque. L’economia europea corre il pericolo di rimanere schiacciata da un’austerità senza senso, che crea una massa enorme di disoccupati e, come nel caso della Grecia, ha buone probabilità di far crescere i debiti pubblici, invece di farli diminuire.

LA PIENA OCCUPAZIONE. Per questo, secondo Mosler, gli stati di Eurolandia dovrebbero attuare un deciso cambio di rotta. In sostanza, la Bce deve stampare più moneta e i governi devono chiudere il bilancio in deficit: “non all’infinito, ma neppure entro i rigidi parametri stabiliti oggi dal  Trattato Maasticht”. Il disavanzo pubblico, a detta del padre della Mmt, deve infatti essere legato strettamente all’obiettivo degli stati di raggiungere la piena occupazione.

Soltanto così, secondo Mosler, l’Europa può evitare di implodere su se stessa e finire nel baratro.  La platea dell’It Forum ascolta in silenzio  le sue parole, regalandogli poi un applauso scrosciante. Anche tra il popolo dei trader, a quanto pare, la nuova teoria della mometa riscuote successo.

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