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Parguez sul Fiscal Compact; ultima parte della storia dell’Eurozona

 

 
 
 
Il Fiscal Compact viene dalla Francia, è un’idea di Postel-Vinay, monaco benedettino e direttore della Prospettive presso il Governo francese, il quale in un'intervista contenuta nella rivista degli ex studenti dell’Ecole polytechinque ha scritto: “L'obiettivo è quello di ridurre almeno di metà il potere d'acquisto delle popolazioni europee”. A quanto pare, la Germania non ha ancora osato fare quello che ha fatto Sarkozy: ridurrre immediatamente del 25% le spese pubbliche, facendo chiudere scuole, ospedali ed infrastrutture.

Lo scandalo prosegue quando Hollande dice di voler rinegoziare il Trattato: è come rinegoziare il dogma dell'immacolata concezione con il Vaticano.

 

Perchè siamo giunti a questo? Perchè l'UE oggi è l'Assurdistan?

 

Diamo un po' di dati. Tutto nasce da un postulato teologico: se si distrugge lo Stato e l'economia reale, si può aumentare il valore speculativo del debito pubblico detenuto da banche franco-tedesche (ad esempio il debito greco è quasi tutto detenuto da tali banche). Il debito pubblico rappresenta soltanto il 5-7% degli asset detenuti dalle banche, quindi come spiegarsi questa nuova peste nera che sta mietendo vittime in Europa?

Innanzitutto, va detto che le banche francesi e tedesche hanno subito enormi perdite, causate non dal debito ma da perdite su asset privati speculativi. Le banche franco-tedesche hanno preso a prestito miliardi di dollari presso le banche americane: altro segno del fatto che nessuno vuole l'Euro.

Le banche franco-tedesche hanno riciclato dollari nel mondo, ed ora non hanno dollari da restituire alle banche americane: Obama acconsente a prestiti giornalieri alle banche europee, altrimenti il sistema crollerebbe.

Tutti sanno che Grecia e Italia non rimborseranno il debito: è una cornucopia che mantiene il capitalismo europeo. Più si distrugge l'economia reale, più il valore speculativo degli asset aumenta, più si alzano gli interessi, più le banche compensano le loro perdite.