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COME SPENDE UN GOVERNO A MONETA NON SOVRANA: LA UE OGGI.

 

Prendo ad esempio gli Stati dell’Eurozona come tipico esempio di nazioni prive di monete sovrane. Ho

già più volte accennato al fatto che l’euro non è una moneta sovrana e vi ricordo che infatti esso non fa capo ad alcuno Stato che lo possiede. I 17 Paesi dell’Eurozona lo possono solo usare, non creare. Dunque, tutto quanto detto sopra, e soprattutto la parte che riguarda la creazione da parte del governo che spende a deficit di ricchezza fra i cittadini, non si applica più a noi membri dell’Unione Monetarie Europea (di seguito EMU). Aggiungo che vanno considerati come privi di sovranità monetaria anche quegli Stati che hanno agganciato la propria moneta a un’altra a un tasso di cambio fisso (es. una loro moneta viene sempre cambiata per un dollaro USA). Perché? Semplice: quei governi potranno emettere la propria moneta solo nella misura in cui hanno nelle proprie riserve altrettanti dollari. Se ne emettono di più, sono soggetti ad attacchi speculativi che li possono costringere ad abbandonare

quel tasso di cambio fisso, e così falliscono (default). Questo ovviamente limita tantissimo la capacità di quei governi di spendere liberamente, come invece possono fare (anche a deficit) i Paesi a moneta sovrana. L’Argentina e la Russia delle drammatiche crisi finanziarie passate erano due casi tipici.

 

Torno alla UE. Oggi per spendere, Francia, Italia, Grecia, Germania ecc. devono letteralmente andarsi a trovare i denari come deve fare il comune cittadino. Ricordate che avevo scritto poco fa che “i governi a moneta sovrana non spendono come i cittadini, cioè non devono mai, come invece i cittadini, trovare il denaro PRIMA di spenderlo (i cittadini lo trovano lavorando o facendo prestiti). Essi, ribadisco, se lo inventano di sana pianta.” ? Bene, i 17 Paesi dell’Eurozona sono incredibilmente costretti a cercarsi i denari per la spesa pubblica in due modi: o tassando i cittadini, oppure chiedendo finanziamenti ai mercati privati dei capitali che detteranno i tassi d’interesse mettendoci in gara gli uni con gli altri, e ciò PRIMA di spendere. A questo punto purtroppo i nostri debiti come nazioni sono divenuti

veramente un problema, perché li dobbiamo ripagare ai privati da cui abbiamo preso in prestito gli

euro, mentre uno Stato a moneta sovrana è indebitato unicamente con se stesso ( e NON deve tassare i

cittadini per poter spendere). E soprattutto è evidente che non potendo più noi emettere moneta a

piacimento con cui tranquillamente onorare quei debiti (si legga il capitolo UN DEBITO CHE E’ UN

PROBLEMA, ECCOME), veniamo considerati a rischio di insolvenza dai grandi mercati di capitali, che

perdono la fiducia in noi, ci declassano e ci spediscono dritti in un tunnel soffocante da cui noi nazioni

dell’euro non usciremo più. Ecco le reali ragioni della corrente crisi europea, che non riguarda solo

Grecia e Italia o Portogallo e Spagna, ma assolutamente tutti, Francia e Germania inclusi. Anche questa

infelice condizione, che porta dritta alla distruzione del bene pubblico pur di racimolare denari per

pagare i nostri debiti, fu pianificata a tavolino con l’intenzione di distruggerci come Stati e come

democrazie. Ma questo più avanti ne IL PIU’ GRANDE CRIMINE