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COME SPENDONO GLI STATI A MONETA SOVRANA.

 

Gli Stati a moneta sovrana spendono inventandosi la moneta e accreditando con essa i conti correnti di coloro che gli vendono beni o servizi. Questo procedimento è complesso, poiché le leggi in vigore l’hanno artificialmente allungato per evitare scorciatoie (percepite, ma che non erano reali) da parte di governi truffaldini. Prendo come esempio gli Stati Uniti, e illustro come spende il governo di Washington a esemplificazione generale di come viene usata una moneta sovrana, anche se da nazione a nazione le cose possono variare nei dettagli.

 

Il governo USA vuole acquistare una nave da guerra; la prima cosa che fa è controllare sul proprio c/c presso la FED (banca centrale USA) se vi sono sufficienti fondi. Se ci sono, il governo stacca un assegno e compra la nave. Se non ci sono allora esso emette dei titoli di Stato per il valore della nave e li vende a banche private chiamate Special Depositories (parte del sistema bancario privato americano), le quali mettono a disposizione del governo un c/c con la somma voluta. Attenzione: i titoli di Stato vanno alle Special Depositories , e non alla FED come erroneamente detto da alcuni.

 

Normalmente quando una banca privata acquista titoli di Stato, deve pagarli con denaro tenuto nelle sue riserve che stanno alla FED, ma in questo caso particolare la legge USA permette alle Special Depositories di prendersi i titoli di Stato senza addebitargli le riserve. Cioè, le Special Depositories acquistano i titoli di Stato e accreditano il c/c del governo presso di loro con denaro inventato dal nulla. Le Special Depositories hanno a questo punto un passivo che è il c/c del governo e un attivo che sono i titoli di Stato. (1 PASSIVO & 1 ATTIVO). Il governo però non può staccare un assegno per comprare la nave nel nome delle Special Depositories, e deve prima far trasferire il suo c/c delle Special Depositories alla FED. Le Special Depositories lo fanno, e in questo modo perdono la loro passività col governo (il suo c/c), ma mantengono l’attivo che sono i titoli di Stato. (0 PASSIVO & 1

ATTIVO). Nel trasferire la cifra di quel c/c alla FED, esse subiscono però un addebitamento nelle loro riserve da parte della FED. Quindi le Special Depositories recuperano di nuovo un passivo, che è l’addebitamento delle loro riserve, e rimangono con un attivo che sono i titoli di Stato. (1 PASSIVO & 1

ATTIVO).

 

Il governo ora può staccare l’assegno dal proprio c/c alla FED e comprare la nave. Il venditore deposita la cifra presso la sua banca, e siccome quella cifra è denaro dello Stato, la FED accrediterà le riserve della banca del venditore (che è parte del sistema bancario come le Special Depositories). In questo modo, la passività del sistema bancario con la FED scompare (quella contratta quando trasferirono il c/c del governo alla FED), per cui rimangono solo con l’attivo dei titoli di Stato. (0 PASSIVO & 1

ATTIVO)

 

Cosa è successo? Lo Stato ha speso e alla fine del processo ci troviamo con un bene nelle mani del governo (la nave) e un bene (i titoli di Stato) nelle mani delle banche. Il bene nelle mani delle banche non è bilanciato da alcuna passività nel sistema bancario (vedi ultimo punto sopra), per cui la spesa dello Stato ha creato nella società un cosiddetto ‘bene finanziario al netto’ (si legga ulteriore spiegazione più sotto). Infatti se il sistema bancario privato ha bisogno di rimpolpare le sue riserve, può vendere i titoli di Stato ai cittadini o alla FED. Se li vende ai cittadini, essi si arricchiranno, poiché il loro denaro si sposterà da un c/c bancario dove guadagna quasi zero interessi a una sorta di ‘libretto

di risparmio’ (i titoli di Stato) dove guadagna molto di più. Se li vende alla FED, essa ne ricaverà solo gli interessi, poiché la FED per ciascun titolo di Stato che acquista dalle banche deve accreditargli la cifra corrispondente nelle loro riserve, che è una sua passività. Infine non accade affatto che la FED possa profittare dalla maturazione dei titoli di Stato o dalla loro vendita ai privati. Perché nel primo caso, anche se lo Stato a moneta sovrana deve pagare i titoli di Stato a maturazione (o gli interesssi), esso comunque non spende nulla (spiegazione nel capitolo UN DEBITO CHE NON E’ UN PROBLEMA, ANZI), e poi si noti che il denaro che la FED riceverà sarà lo stesso denaro-­‐aria fritta che la FED ha emesso monetizzando la spesa dello Stato, e che ora si riprende indietro.* Nel secondo caso, idem. L’unico reale profitto della FED sui titoli di Stato sono gli interessi.

* Quando la BC compra un titolo di Stato, essa sposta il denaro-­‐aria fritta che si inventa dai suoi c/c al

‘libretto di risparmio’ che è il titolo di Stato, ma quando lo vende essa si riprende indietro lo stesso

deanro-­‐aria fritta del ‘libretto di risparmio’-­‐ titolo di Stato, che ritorna così sui suoi c/c. Nulla di più.

Unico profitto sono gli interessi.

 

Detto ciò, va sottolineato che un governo con moneta sovrana potrebbe spendere anche direttamente accreditando i c/c di coloro che gli vendono beni o servizi, e non necessita assolutamente di tasse o di emissione di titoli di Stato per poter spendere. Può sembrare assurdo dirlo, ma il procedimento di cui sopra è solo una gimcana – un dettaglio istituzionale -­‐ che il governo si auto impone, ma che di fatto equivale a che il governo si fosse semplicemente inventato i soldi che gli servivano e avesse così comprato la nave. Va compreso che i governi a moneta sovrana non spendono come i cittadini, cioè non devono mai, come invece i cittadini, trovare il denaro PRIMA di spenderlo (i cittadini lo trovano lavorando o facendo prestiti). Essi, ribadisco, se lo inventano di sana pianta e spendono PER PRIMI con denaro proprio. La cittadinanza, le aziende ecc. non possono in nessun modo ottenere quel denaro di Stato se prima il governo non l’ha emesso spendendo. Anche nel caso della vendita da parte del governo a moneta sovrana di titoli di Stato a banche o privati le cose non cambiano; chiedetevi: da dove proviene il denaro con cui banche o privati acquistano quei titoli? Risposta: sempre dal governo che spese per primo, sono cioè soldi del governo che tornano al governo, nessuno glieli presta.

 

Quanto appena detto sarà cruciale più avanti per capire il perché della crisi dell’Euro e molto altro ancora.

 

E un chiarimento: avete appena letto che la BC (in USA la FED), è coinvolta nel processo di spesa del governo con moneta sovrana, e che si “inventa denaro-­aria fritta” lungo la via. E’ bene chiarire un po’ di più il ruolo della BC nella spesa dello Stato a moneta sovrana. Prima di tutto ribadisco che i titoli di Stato che finiscono nelle mani della BC sono solo quelli che le banche private vogliono vendergli per aumentare le proprie riserve, ma questo non accade a man bassa, poiché le banche preferiscono sempre tenersi i titoli di Stato che gli fruttano interessi piuttosto che venderli alla BC e perdere quegli interessi. Inoltre, ciò che è accaduto nel mondo della finanza negli ultimi 10 anni dimostra che va sfatata la leggenda secondo cui tutti questi titoli di Stato finirebbero nella mani di banche e BC, infatti le banche avevano preferito di gran lunga ‘giocare’ con strumenti finanziari assai più esotici e rischiosi (si sono visti i risultati), e avevano accantonato spesso i titoli di Stato, per cui a loro volta le BC ne ricevevano molti di meno.

 

Ma torniamo alla spesa dello Stato: la BC ha il compito di accreditare le riserve delle banche private quando vi è depositato il denaro speso dal governo (ad es. il denaro che il venditore della nave ha ricevuto e ha versato sul suo c/c). La BC, proprio in virtù del fatto che in questo caso può inventarsi il denaro, ha facoltà di accreditare tutte le riserve bancarie che vuole, e questo di conseguenza permette al governo di spendere quanto vuole, creando ricchezza fra i cittadini e aziende. Cosa significa “creando ricchezza fra i cittadini”? Ricordate che in precedenza avevo sostenuto che la spesa a debito dello Stato a moneta sovrana NON è il debito dei cittadini, bensì la loro ricchezza? Eccovi i dettagli.

 

Il governo a moneta sovrana è l’unica entità esistente che può creare ricchezza al netto nella società o sottrarla. La crea quando spende appunto, e la sottrae quando tassa. Consideriamo la prima opzione. Va compreso che nelle relazioni economiche private – cioè dove non c’entra il governo -­‐ non viene mai creata ricchezza al netto, perché per ogni bene finanziario (cioè non case o bistecche, ma denaro) che

appare da qualche parte vi sarà sempre un corrispondente debito: un c/c bancario nuovo sarà infatti il bene del titolare ma contemporaneamente il debito della banca che lo detiene (che deve quei soldi al titolare), e sarà denaro che qualcuno ha ricevuto da un altro che se ne è privato; l’eredità della zia è un bene per chi la riceve ma è un debito della zia che gliela trasmette; i profitti di qualsiasi azienda sono il bene dell’azienda ma sono l’esborso di chi ha comprato quei prodotti/servizi. Persino il denaro aria fritta che le banche s’inventano quando fanno prestiti non è al netto, poiché vi corrisponde sempre l’indebitamento di chi ha contratto quel prestito, ecc. Al contrario, un bene finanziario al netto, che cioè non trovi nessun corrispondente indebitamento in alcuna parte nella società, viene creato SOLO dalla spesa del governo a moneta sovrana. Perché? Perché solo il governo a moneta sovrana può inventarsi il denaro con la collaborazione della BC (che come detto sopra accredita le riserve della banche – e si

badi: anche le banche inventano il denaro, ma non al netto). Ricordate il governo che compra la nave? Se usa i titoli di Stato, essi finiranno nelle banche o nelle BC e poi nella mani dei cittadini come bene finanziario al netto (i soldi degli acquirenti passano da un c/c, a un ‘libretto di risparmio’ che frutta di più); se il governo direttamente accredita il c/c del venditore della nave senza uso di titoli di Stato, quel denaro sarà un bene finanziario al netto nelle mani di quel venditore. Ripeto: sono beni cui non corrisponde alcun indebitamento in alcuno. E di conseguenza se il governo in questione spende acquistando più di quanto incassa, cioè se versa più denaro al netto fra i cittadini di quanto gliene tolga con le tasse (se spende a deficit), questo arricchisce la società. Cosa avete appena letto? Avete letto proprio che il governo a moneta sovrana che spende a deficit, cioè che spende a debito, crea ricchezza nella comunità (più avanti chiameremo questo tipo di spesa statale Spesa a Deficit Positiva). Ecco dimostrato che il debito cosiddetto pubblico non è affatto il debito dei cittadini, anzi, il contrario. Si può infatti affermare che esso è ciò che noi cittadini intaschiamo, non ciò che noi cittadini dobbiamo a qualcuno.Tenete questo a mente, più avanti vi spiegherà moltissime cose.

 

Inoltre, la conseguenza logica della sopraccitata equazione secondo cui PIU’ IL GOVERNO A MONETA SOVRANA SPENDE A DEFICIT, PIU’ ARRICCHISCE I CITTADINI sarà che se il governo decide di eliminare o pareggiare il deficit (o il debito), esso cesserà automaticamente l’arricchimento dei cittadini. Questo concetto è di importanza centrale per comprendere l’economia moderna.

 

E’ importantissimo capire che il governo di cui sopra NON ha limiti in questo tipo di spesa a deficit con cui arricchisce la società. Si vedrà meglio più avanti, ma lo ripeto qui, che innanzi tutto il debito dello Stato a moneta sovrana non deve mai essere ripagato se non in minima parte, e anche in quella minima parte lo Stato non spenderà nulla per farlo; poi, ancora più importante, che la spesa a deficit dello Stato conterrà l’inflazione perché stimolando la ricchezza nazionale stimola anche la produttività (inflazione è troppo denaro in giro e pochi prodotti, nda). L’inflazione è in effetti l’unico limite possibile alla spesa a deficit del governo a moneta sovrana, e vi aggiungo due parole ancora per tranquillizzare. Essa va tenuta d’occhio di sicuro, ma i limiti odierni imposti agli Stati sono assurdi, e causa di sofferenze enormi per la popolazione. Codesti limiti furono imposti con la precisa intenzione di bloccare la libera mano dei governi nella gestione della ricchezza pubblica, e questo coi fini criminosi che spiegherò nel capitolo IL PIU’ GRANDE CRIMINE. Di fatto, lo Stato a moneta sovrana che desidera spendere dovrà solo badare che la spesa complessiva nell’economia di casa non superi ciò che essa può produrre quando è a pieno regime. Se però lo supera, lo Stato dovrà o abbassare la spesa o tassare i cittadini. In parole povere, siccome l’inflazione nasce dalla presenza di troppo denaro a fronte di troppi pochi prodotti, se chi li sforna è al massimo della produzione e di più non può, allora è meglio che lo Stato smetta di sfornare soldi, oppure che ne tolga dalla circolazione tassandoci, così da mantenere un giusto equilibrio fra la masse del denaro in giro e i prodotti che circolano.

 

Ma tranquillizzerà ancora di più sapere che la spesa del governo di cui si è trattato aumentando il PIL del Paese, finisce per aumentare anche le entrate fiscali senza aumentare le tasse (perché un’aliquota del 30% su un PIL di 2 trilioni di euro è una cifra, mentre la stessa aliquota su un PIL di 2,5 trilioni è ben altra, nda), che a loro volta diminuiscono il debito, in un circolo virtuoso.