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Figlio del politico democristiano Giovanni, si laurea in giurisprudenza nel 1975 e diventa ricercatore presso l'Università di Berkeley nel 1979.

Tra il 1981 e il 1986 è stato collaboratore e allievo dell'economista post-keynesiano prof. Federico Caffè (che considera il suo maestro) della facoltà di Economia e Commercio dell'Università di Roma, e dal 1987 al 1999 ha insegnato all'Università Cattolica di Milano, all'Università di Modena, alla Luiss e all'Università degli Studi di Roma.

Galloni ha ricoperto diversi incarichi e ruoli ai ministeri del Bilancio e del Lavoro (dal 1990 è direttore generale al Ministero del Lavoro alla Cooperazione, Osservatorio sul Mercato del Lavoro, Politiche per l’Occupazione Giovanile e Cassa Integrazione Straordinaria nelle grandi imprese), sindaco all'INPDAP sl 2012 e all'OCSE. Dal 2010 è membro effettivo del collegio dei sindaci all'INPS.

Contributi e pensiero

Il prof. Galloni è autore di numerosi saggi su vari argomenti dell'economia e che trattano in maniera particolare di tematiche riguardanti il mercato, la finanza, e la sovranità monetaria soprattutto in relazione alle politiche nazionali italiane ed europee: su questi argomenti è inoltre un attivo conferenziere. In particolare, Galloni evidenzia le sue posizioni critiche riguardo all'attuale equilibrio economico dei Paesi dell'Eurozona (trattando in questo contesto la fase di recentedeindustrializzazione dell'Italia, a partire dagli anni Ottanta), evidenziando i diversi scenari possibili per il futuro dell'Euro: uno possibile è quello del ritorno alla sovranità monetaria nazionale per l'Italia e le altre nazioni europee, nel caso in cui l'Europa attuale si rivelasse incapace di ridistribuire efficacemente le sue risorse finanziarie dal suo centro verso la periferia. Una componente necessaria di tale bilanciamento include necessariamente un ritorno alla separazione netta tra istituti di credito, operanti nel credito verso i soggetti dell'economia reale, e soggetti finanziari che operano sui mercati speculativi, ovvero su la parte di scambi economici puramente finanziari. Nelle sue conferenze ed opere è più volte ribadito anche il concetto di operare diversamente in Italia nei confronti delle semplici irregolarità negli adempimenti amministrativi dei cittadini rispetto alle vere e proprie irregolarità (che dunque rientrano nell'illegalità): nel primo caso lo stato deve assumere un ruolo attivo di aiutare il cittadino nei propri adempimenti amministrativi, mentre le irregolarità vanno punite. Questo modo di agire dello stato creerebbe una dinamica virtuosa di collaborazione tra stato e cittadino, perché darebbe maggiore fiducia al cittadino nei confronti dello Stato.

È inoltre presidente e fondatore del Centro Studi Monetari, un'associazione per lo studio dei mercati finanziari e delle forme di moneta emissibili senza creare debito pubblico.