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Armonizzazione della tassazione delle rendite finanziarie per decreto legge. Il Governo sta lavorando a tagliare del tutto i tempi di attuazione della delega fiscale e assistenziale o almeno per una parte di questa.
Un vagone da far correre sui binari dell'alta velocità con la decretazione d'urgenza che, alla luce anche del confronto di ieri a Palazzo Chigi con imprese e sindacati presenterebbe una doppia finalità.

La prima è quella di andare parzialmente incontro alle richieste delle parti sociali che hanno chiesto espressamente all'Esecutivo di intervenire, tra l'altro, sulla tassazione delle rendite finanziarie, sull'Iva e sulla lotta all'evasione prima di mettere mano ad altre misure più drastiche per lo stato sociale come il taglio delle invalidità, la reversibilità e le pensioni di anzianità. In secondo luogo anticipare l'attuazione per decreto legge della delega fiscale sulle rendite finanziarie consentirebbe all'Erario di incassare già dal prossimo anno tra 1,8-2 miliardi ai fini della correzione della manovra di stabilizzazione finanziaria varata a metà luglio.

 

 

 

  • Riforme unica risposta

L'armonizzazione consisterebbe nell'introdurre per i redditi di natura finanziaria e i redditi diversi di natura finanziaria una sola aliquota d'imposta «non superiore» al 20% al posto delle attuali aliquote del 12,5% oggi applicata ai capital gains, ai fondi comuni di investimento e alle obbligazioni, nonché a quella del 27% applicata agli interessi sui depositi di conto corrente e sui titoli di durata inferiore a 18 mesi.
All'orizzonte non si profila comunque nessun aumento per Bot e Cct la cui tassazione resta ferma al 12,5%, come prevede espressamente il principio della delega fiscale da tradurre ora in una norma d'urgenza. L'esclusione di Bot e Cct troverebbe la sua giustificazione nella natura stessa dei titoli pubblici i quali, sia per modalità che per misura del prelievo, già risponderebbero, secondo l'Economia, ai criteri di generalità della tassazione che sono alla base della nuova disciplina.

Altra deroga all'aliquota unica del 20% riguarderà i fondi pensione, i cui rendimenti oggi sono soggetti a una ritenuta di imposta (a titolo definitivo) con aliquota dell'11%, dunque inferiore rispetto a quella prevista per le altre forme di risparmio. Questa riduzione dalla tassazione del 20%, oggi necessaria per mantenere vivo l'incentivo fiscale sul risparmio a lungo periodo e a quello del cosiddetto secondo pilastro - sempre secondo quando prevede la delega da attuare per Dl - verrebbe espressamente mantenuta proprio nell'imposizione sui redditi di natura finanziaria che derivano sia dai piani di risparmio a lungo termine sia dai fondi della previdenza complementare.

Sulla nuova aliquota da applicare e comunque da rimodulare in funzione dell'armonizzazione complessiva al 20% l'Economia non ha scoperto ancora del tutto le sue carte e verrà definita con la messa a punto del decreto legge.

Nel far salire sul treno del provvedimenti d'urgenza, il cui varo è stato annunciato ieri subito dopo Ferragosto, il Governo disciplinerà comunque dettagliatamente la decorrenza delle nuove regole sulla tassazione delle rendite finanziarie. In questo senso verrebbero introdotti regimi di prelievo a carattere transitorio. Questi consentirebbero, infatti, una corretta applicazione delle aliquote delle ritenute e delle imposte sostitutive applicate ai redditi maturati fino alla data di entrata in vigore della nuovo prelievo. Tutto ciò se in base alla tassazione del 20% e ai nuovi criteri di decorrenza i redditi finanziari maturati sono soggetti a una maggiore aliquota.

TRASFORMAZIONE DELLE RISORSE

Già prevista nel Ddl con la delega fiscale e assistenziale, l'armonizzazione delle rendite finanziarie potrebbe vedere accorciati i tempi di introduzione. Il Governo starebbe pensando di introdurla nel decreto con cui provvederà alla ristrutturazione della manovra estiva. La tassazione dei capital gains salirebbe dal 12,5% attuale al 20 per cento. Al tempo stesso quella su depositi e conti correnti scenderebbe dal 27,5 al 20%. Dall'armonizzazione sarebbero esclusi Bot e Cct

TASSE SUL LAVORO

La proposta
Il Manifesto del Sole 24 Ore per la crescita proponeva una riduzione del carico fiscale sul lavoro partendo da una graduale riduzione dell'Irap da compensare, almeno parzialmente, con un aumento dell'aliquota dell'Iva

Le misure del governo
Le ipotesi previste dal Governo vanno in questa direzione solo per quanto riguarda la detassazione del salario di risultato. Per il resto, dall'aliquota unica al 20% sulle rendite all'anticipo dell'Imu si sono scelte altre strade. Bisognerà così aspettare la delega fiscale