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INFLAZIONE

Inflazione secondo la Scuola Austriaca

« Inflazione significa aumento della quantità di denaro e banconote in circolazione e della quantità di depositi bancari soggetti a controllo. Ma oggi si usa il termine “inflazione” per riferirsi al fenomeno che è una conseguenza inevitabile dell'inflazione, la tendenza all'aumento di tutti i prezzi e gli stipendi. Il risultato di questa deplorabile confusione è che non c'è più un termine per indicare la causa di questo aumento nei prezzi e negli stipendi. Non c'è più alcuna parola disponibile per indicare il fenomeno che, finora, è stato denominato inflazione. Ne consegue che nessuno si preoccupa per l'inflazione nel senso tradizionale del termine. »
(Ludwig von Mises)

Secondo la scuola austriaca il termine "inflazione" non significa aumento generalizzato dei prezzi, bensì aumento della massa monetaria in circolazione nel mercato. Per gli austriaci l'aumento dei prezzi è solo una delle conseguenze dell'inflazione monetaria, ossia quel processo creato da una politica monetaria espansionistica di una banca centrale, attraverso il quale più denaro in circolazione fa perdere di valore la moneta stessa, creando inevitabilmente un aumento generalizzato dei prezzi. Seguendo questo ragionamento si può comprendere perfettamente l'aumento dei prezzi nella zona euro e negli Stati Uniti come naturale conseguenza dell'aumento degli aggregati monetari, in particolar modo dell'indicatore M3.

Partendo da tali presupposti la scuola austriaca critica molto l'attuale sistema monetario arrivando a parlare di truffa, in quanto consegna ad organi privati quali le banche centrali, il potere di inflazionare a piacimento una moneta (signoraggio), creando quindi perdita di potere d'acquisto, aumento dei prezzi e, a detta degli economisti austriaci, i cicli economici .




Vediamo cosa afferma a proposito dell'inflazione Thorsten Polleit


 

Inflazione: il punto di vista tradizionale VS punto di vista scuola austriaca


Tutto inizia con la comprensione da parte dei popoli di cosa sia l'inflazione. Oggi, l'inflazione è comunemente intesa come un continuo, persistente aumento del livello dei prezzi dell'economia. Tale definizione si basa sul "regime index" proposto da Irving Fisher (1867-1947). Qui, la stabilità dei prezzi a livello è inteso come un innalzamento del livello dei prezzi dell'economia - di solito rappresentato da un indice dei prezzi al consumo - inferiore o circa il 2% su base annua. Se l'inflazione resta vicina a questo livello, allora si parla di stabilità del livello dei prezzi.

Qualsiasi economista con la visione della scuola austriaca riterrebbe una simile definizione come erronea e accuserebbe tale definizione come un deliberato tentativo di confondere l'opinione pubblica sulle vere cause della erosione del valore di scambio del denaro.

Egli sottolineerebbe che il denaro è un mezzo di scambio, e che qualsiasi cambiamento nella sua offerta necessariamente influisce sul valore di scambio del denaro nei confronti dei beni e servizi.

Prendete, per esempio, un'economia in cui la massa monetaria sia mantenuta costante. Per entrare in possesso di denaro supplementare, gli agenti di mercato sarebbero costretti a scambiare beni e servizi contro denaro. Un'offerta crescente di articoli vendible rispetto alla offerta di moneta dovrebbe operare per ridurre i loro prezzi in termini di denaro.

Ora consideriamo il caso in cui la massa monetaria di un'economia può essere incrementato attraverso l'espansione del credito bancario - modalità tipica dei monopoli controllati dal governo per l'offerta di moneta -. Gli operatori di mercato possono ottenere bilanci supplementari attraverso prestiti bancari senza essere costretti a cedere risorse scarse.
La richiesta supplementare, finanziata dall'aumento della massa monetaria, ridurrà il valore di scambio del denaro nei confronti dei beni commerciabili.

È su questo sfondo che Ludwig von Mises ha definito l'inflazione non solo come un aumento dell'offerta di moneta (e, di conseguenza, la deflazione, come un calo dello stock di moneta), ma ha anche previsto che la confusione circa la vera natura di inflazione avrebbe funzionato a favore dell' inflazionismo:

L'inflazione ... significa aumentare la quantità di moneta, le banconote in circolazione e la quantità di depositi bancari soggetti a controllo. Ma oggi la gente usa il termine "inflazione" per riferirsi al fenomeno che è una conseguenza inevitabile dell'inflazione, cioè la tendenza di tutti i prezzi e salari a salire. Il risultato di questa deplorevole confusione è che non c'è nessun termine corretto per indicare la causa di questo aumento dei prezzi e dei salari. Non c'è più alcuna parola disponibile per indicare il fenomeno che è stato, fino ad oggi, chiamato inflazione. Ne consegue che nessuno si preoccupa per l'inflazione nel senso tradizionale del termine.