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Le responsabilità delle banche commerciali nelle crisi economiche ( di Maurice Allais )

A partire dal 1974, lo sviluppo universale dei crediti bancari e la pesante inflazione che ne è risultata hanno portato, per un decennio, i tassi di interesse reali a dei valori molto bassi, addirittura negativi, provocando a loro volta inefficienza e impoverimento.
Ai risparmi veri si sono sostituiti finanziamenti a lungo termine basati su una creazione monetaria dal nulla (ex nihilo).

In questo modo sono stati compromessi i presupposti di equità e di efficienza.
Il funzionamento del sistema ha portato contemporaneamente allo sperpero di capitale e alla distruzione del risparmio.
E’ principalmente grazie alla creazione monetaria che i Paesi in via di sviluppo sono stati portati ad attuare
piani di sviluppo troppo ambiziosi, o meglio irragionevoli
, e a ritardare le soluzioni del caso.
E’ tanto facile acquistare che ci si può accontentare di pagare con promesse di pagamento.
La maggior parte dei paesi debitori hanno dovuto procurarsi, attraverso nuovi prestiti, le risorse necessarie per finanziare gli ammortamenti e gli interessi dei loro debiti e per realizzare nuovi investimenti.
Un pò alla volta, tuttavia, la situazione è diventata insostenibile.
Parallelamente a questa situazione, l’indebitamento percentuale del prodotto nazionale lordo, e il peso percentuale delle spese pubbliche delle pubbliche amministrazioni dei Paesi sviluppati hanno raggiunto livelli insostenibili.

Una speculazione massiva

Dal 1974, si é sviluppata su scala mondiale una speculazione massiva.
La speculazione sulle valute e quella su azioni, obbligazioni e prodotti derivati ne rappresentano due esempi significativi.
Nel marzo 1973, la sostituzione del sistema a cambio fluttuante con quello a scambi fissi, ma revisionabili, ha accentuato l’influenza della speculazione sui cambi, alimentata dal credito.
Associato al sistema dei cambi fluttuanti, il sistema di credito attuale ha fortemente contribuito all’instabilità dei tassi di cambio (a partire dal 1974).
Durante questo periodo ha avuto luogo una speculazione sfrenata sui tassi di cambio relativi alle principali valute: il dollaro, il marco tedesco e lo yen.
Grazie al meccanismo del credito ogni valuta poteva essere acquistata a credito attraverso un’altra.
Anche la speculazione sulle azioni e le obbligazioni è stata di rilevante importanza.
A New York, dal 1983, si sono sviluppati ad un ritmo esponenziale mercati sugli stock-index futures, sulle stock-index options, sulle options on stock-index futures, sugli hedge funds e su tutti i “prodotti derivati” presentati come panacea.
Questi mercati a termine, dove il costo delle operazioni é molto più ridotto rispetto alle operazioni per contanti e dove le posizioni sono presi a credito, hanno incrementato la speculazione e generato una grande instabilità dei titoli.
Essi Sono stati accompagnati da uno sviluppo accelerato di fondi speculativi, gli hedge-funds.
Infatti, senza la creazione della moneta e del potere di acquisto dal nulla (ex nihilo) che permette il sistema di
credito, non sarebbero stati possibili le impennate dei titoli di borsa rilevati prima delle grandi crisi, poiché ad ogni spesa adibita all’acquisto di azioni, per esempio, corrisponderebbe una diminuzione di una somma equivalente ad alcune spese, e questo svilupperebbe dei meccanismi regolatori tendenti a arginare una qualsiasi speculazione ingiustificata.
Che si tratti di speculazione sulle valute o di speculazione sulle azioni, o sui prodotti derivati, il Mondo è diventato un grande casinò con tavoli da gioco distribuiti in ogni angolo del Globo.
Il gioco e le offerte, alle quali partecipano milioni di giocatori, non si fermano mai.
Alle quotazioni americane si succedono quelle di Tokyo e di Hong Kong, poi quelle di Londra, Francoforte e Parigi.
Ovunque la speculazione è favorita dal credito, poiché si può comprare senza pagare e vendere senza disporre.
Si constata spesso una dissociazione tra i dati dell’economia reale e i titoli nominali determinati dalla speculazione.
Su tutte le piazze, questa speculazione frenetica e febbrile, è permessa, alimentata e amplificata dal credito.
Mai nel passato essa aveva mai raggiunto un tale livello.

Un sistema monetario e finanziario fondamentalmente instabile

L’ intera economia mondiale si basa attualmente su gigantesche piramidi di debiti che si appoggiano le une sulle altre in un equilibrio instabile. Non si era mai assistito nel passato ad un accumulo così importante di promesse di pagamento. Non era mai era stato così difficile affrontare questo problema e non si era assistito
ad una tale minaccia di un crollo generale.
Tutte le difficoltà riscontrate derivano dalla non conoscenza di un fatto fondamentale:
nessun sistema decentralizzato economico può funzionare correttamente se la creazione incontrollata dal nulla (ex nihilo) di nuovi mezzi di pagamento permette di sfuggire, almeno per un periodo, agli aggiustamenti necessari.
Tutte le volte si può così pagare le proprie spese o i propri debiti con delle semplici promesse di pagamento, senza alcuna contropartita reale.
Di fronte a tale situazione, tutti gli esperti sono alla ricerca di mezzi ed espedienti per risolvere queste difficoltà, ma nessun accordo reale viene realizzato basandosi su soluzioni definite ed efficaci.
Nell’immediato la quasi totalità degli esperti non vede altre soluzioni, all’occorrenza di pressioni esercitate da banche commerciali, istituti di emissione e il FMI, che la creazione di nuovi mezzi di pagamento che permettano ai debitori e agli speculatori di far fronte al pagamento degli ammortamenti e degli interessi sui debiti, appesantendo ancora sugli oneri per il futuro.
Al centro delle difficoltà riscontrate si trova sempre il ruolo nefasto del sistema di credito attuale, e della
mostruosa speculazione che esso permette.

Fino a quando non si riformerà il quadro istituzionale in cui essa fa leva, si reincontreranno sempre le stesse difficoltà, con modalità diverse secondo le circostanze. Tutte le grandi crisi del XIX e XX secolo sono nate dallo sviluppo eccessivo di promesse di pagamento e dalla loro monetizzazione.
Particolarmente significativo è l’assenza totale di qualsiasi rimessa in discussione del fondamento del sistema di credito e del suo funzionamento reale, ossia la creazione di moneta dal nulla (ex nihilo) da parte del sistema bancario e la pratica generalizzata di finanziamenti a lungo termine con fondi presi in prestito a breve termine.
Senza esagerare il meccanismo attuale della creazione di moneta dal credito risulta essere “il cancro” che consuma irrimediabilmente le economie di mercato in mano privata.

Il sistema del credito

Infatti il sistema attuale del credito, l’origine del quale è stata persino contingente (accidentale, non necessaria), appare come del tutto irrazionale, e questo almeno per otto ragioni:

• la creazione (o la distruzione) irresponsabile di denaro e potere d’acquisto attraverso decisioni di banche e privati
• i finanziamenti di investimento a lungo periodo con fondi imprestati a breve
• la confusione tra risparmio e moneta
• la grande sensibilità del meccanismo del credito alla situazione congiunturale
• l’instabilità fondiaria che essa genera
• l’alterazione delle condizioni di massima efficacia dell’economia
• l’alterazione della distribuzione dei redditi
• infine l’impossibilità di un controllo approfondito del sistema del credito da parte dell’opinione pubblica e del Parlamento, in ragione della sua eccezionale complessità.

Per ciò che concerne l’esperienza di almeno due secoli riguardo i disordini di ogni sorta e riguardo il costante alternarsi di periodi di espansione e recessione, bisogna considerare che i due fattori principali che li hanno amplificati in modo considerevole, se non provocati, sono la creazione di moneta e di potere d’acquisto dal nulla (ex nihilo) attraverso il meccanismo del credito e il finanziamento di investimenti a lungo periodo attraverso prestiti a breve periodo.
Si potrebbe tuttavia facilmente rimediare a questi due fattori attraverso una riforma d’insieme che permettesse, se non di metter fine alle fluttuazioni congiunturali, almeno di diminuirne considerevolmente l’ampiezza.
Questa riforma si deve basare su due principi fondamentali:

La creazione di moneta deve essere di competenza dello Stato e dello Stato soltanto. Tutta la creazione di moneta eccedente la quantità di base da parte della Banca centrale deve essere resa impossibile, in maniera tale che scompaiano i “falsi diritti” derivanti attualmente dalla creazione di moneta bancaria.

Tutti i finanziamenti d’investimento a un termine prestabilito devono essere assicurati da fondi di prestito a scadenze maggiori, o tuttalpiù alla stessa scadenza.

La riforma del meccanismo del credito deve così rendere contemporaneamente impossibile sia la creazione di moneta dal nulla (ex nihilo), sia il prestito a breve termine per finanziare prestiti a lungo termine, e non deve permettere prestiti a scadenze più vicine di quelle corrispondenti ai fondi prestati.
Questa doppia condizione implica una modifica profonda delle strutture bancarie e finanziarie basandosi sulla completa separazione delle attività bancarie, come si presentano ad oggi, e la loro attribuzione a tre categorie di istituzioni distinte e indipendenti:

1. banche di deposito che garantiscono solamente, a esclusione di tutte le operazioni di prestito, gli incassi e i pagamenti, e la tutela dei depositi dei loro clienti: le spese corrispondenti saranno fatturate a questi ultimi, e i conti dei clienti non potranno avere alcuno scoperto.

2.banche di prestito che prestano a scadenze prestabilite. Poiché esse prestano a scadenze minori, l’ammontare complessivo dei prestiti non potrà eccedere l’ammontare complessivo dei fondi imprestati.

3. banche d’affari che prestano direttamente al pubblico o alle banche di prestito e che investono i fondi prestati nelle imprese.

Nel suo fondamento, una tale riforma renderebbe impossibile la creazione di moneta e di potere d’acquisto dal nulla (ex nihilo) attraverso il sistema bancario e il prestito a breve scadenza per finanziare prestiti a scadenzamaggiore.
Essa non permetterebbe che prestiti a scadenza più breve che quella corrispondente ai fondi imprestati.
Le banche di prestito e le banche d’affari servirebbero come intermediari tra i risparmiatori e i prestatori.
Sarebbero sottoposte a un obbligo imperativo: prendere in prestito a lungo termine per prestare a scadenza più breve, il contrario di ciò che avviene adesso .
Una tale organizzazione del sistema bancario e finanziario permetterebbe la realizzazione simultanea di condizioni fondamentali quali:

l’impossibilità assoluta di creazione di moneta e di potere d’acquisto al di fuori della quantità di
base creata dalle autorità monetarie.

L’eliminazione di tutto lo squilibrio potenziale risultante dal finanziamento di investimenti a lungo termine a partire da prestiti a breve o medio termine.

L’espansione della massa monetaria complessiva, costituita unicamente dall’ammontare di base, a tasso stabilito dalle autorità monetarie

La notevole se non totale riduzione dell’ampiezza delle fluttuazioni congiunturali [22]

l’attribuzione allo Stato, cioè alla collettività, del reddito da signoraggio proveniente dalla creazione di moneta, e il conseguente alleggerimento delle imposte attuali

un controllo agevole da parte dell’opinione pubblica e del Parlamento della creazione monetaria e delle sue implicazioni.

Tutti questi vantaggi sarebbero certamente fondamentali.
I profondi cambiamenti necessari dalla loro attuazione andrebbero a scontrarsi naturalmente contro forti interessi e contro pregiudizi profondamente radicati.
Rispetto alle gravi crisi che il sistema attuale del credito non ha smesso di provocare da almeno più di due secoli e continua a provocare attualmente, e che le autorità monetarie si rivelano sempre più incapaci di controllare, questa riforma appare come una condizione necessaria per la sopravvivenza di un’economia decentralizzata e per la sua efficacia.



"Fondamentalmente la creazione di denaro dal nulla (ex nihilo) effettuata dal sistema bancario è identica, non esito mai a dirlo per fare ben comprendere con cosa si ha a che fare, alla creazione di denaro da parte dei falsari, per questo motivo giustamente condannati dalla legge. Nel concreto essa provoca gli stessi risultati. La differenza è chi ne trae il profitto."

Maurice Allais