Financial Polis

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Attraverso un asfissiante ed ossessivo ricatto mediatico, opportunamente messo in campo dai soliti noti, tutto il mondo è stato tenuto con il fiato sospeso in attesa dell’esito scontato del duello tra democratici e repubblicani in atto negli Stati Uniti d’America, Stati Uniti che qualcuno che conosceva bene la situazione interna, ebbe a definire - in epoca non sospetta - l’unico paese al mondo che è passato dalla barbarie alla decadenza senza attraversare un solo giorno di civiltà. Ha avuto un senso tutto ciò?
E, in definitiva, qual è stato il vero motivo del contendere? Strano a dirsi e paradossale ad ammetterlo ma si tratta soltanto di legalizzare una funzione giuridica attraverso formule diverse dove però il problema di fondo, non solo è rimasto, a intesa raggiunta, irrisolto ma non viene proprio affrontato nelle sue cause scatenanti che altro non sono che cause da ricercare all’interno del “sistema americano”.
Alzare il livello di debito ammesso e consentito attraverso l’emissione di altra moneta a debito, significa continuare ad invadere il mondo con carta straccia chiamata dollaro che, per convenzione imposta unilateralmente con le armi, è lo strumento che regola le transazioni commerciali e finanziarie a livello planetario; e nemmeno il tanto decantato Obama si arrischia a fare l’unica mossa utile, la nazionalizzazione della Federal Reserve per il recupero della sovranità monetaria!
E tutto ciò comporta, da parte della cricca usurocratica anglosassone, di poter continuare a scaricare gli effetti del debito sugli altri arricchendosi e destabilizzando contestualmente la vita politica ed economica dei popoli e delle nazioni rese schiave con la forza delle armi e con il ricatto economico.
A rendere ancora più drammatica la situazione il fatto che i popoli sono volutamente tenuti all’oscuro sul meccanismo perverso del signoraggio e dell’usura da parte di una classe politica di governo e di opposizione servile ed in stato di totale sudditanza nei confronti della cupola plutocratica.
L’Italia sta vivendo uno dei suoi momenti peggiori in cui il masochismo e la rassegnazione sono gli stati d’animo dominanti di un popolo sottoposto ad una serie di provvedimenti punitivi finalizzati ad un progressivo impoverimento economico e morale ed alla perdita definitiva ed irreversibile della propria identità nazionale.
Assiste impotente e senza reagire alla destrutturazione dell’organismo “stato-nazione”, che è l’obiettivo finale di quel mostro senza volto e senza patria che vuole dominare il pianeta.
In tale contesto non c’è che da prendere atto che occorre aprire - senza indugio - la successione ai sistema politico-istituzionale imposto all’Italia dai vincitori della II Guerra mondiale, se vogliamo ancora sperare di poter vivere da uomini liberi.
Il lungo dopoguerra è durato anche troppo! Si tratta soltanto, da parte delle componenti di quel “Fronte Comune” che si sta coagulando attorno a “Rinascita”, di verificare se lo stesso sarà all’altezza di rivendicare il diritto alla successione. Liberiamoci dai liberatori, il nostro grido di battaglia, ma non solo: definiamo al più presto i “postulati” per un’azione politica costruttiva.