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Esaminando gli atti dell'audizione di luglio della Federal Reserve press il Government Accountability Office, Lyndon LaRouche ha dichiarato che essi forniscono le basi per l'arresto del governatore Bernanke, del segretario al Tesoro Tim Geithner e dello stesso Presidente Obama, per aver concorso ad un gigantesco furto di denaro dei contribuenti allo scopo di finanziare i salvataggi bancari del 2008 e attualmente il salvataggio dell'Unione Monetaria Europea a di Wall Street.
Gli atti mostrano che nel marzo 2008 Bernanke invocò truffaldinamente una clausola di emergenza nel Federal Reserve Act, sostenendo che sulla base di "circostanze insolite e impellenti", per la prima volta dalla Grande Depressione la Fed potesse emettere prestiti d'emergenza a banche non ordinarie. La Fed quindi procedette ad elargire oltre 16 mila miliardi di dollari di prestiti di emergenza a banche di Wall Street e a banche straniere. Inoltre, la maggior parte della truffaldina "provvista d'emergenza" fu eseguita tramite i privati, guidati da JP Morgan Chase, Morgan Stanley e Wells Fargo, senza gare d'appalto e pagando fino a 660 milioni di dollari di commissioni.
A numerosi funzionari della Fed e agli intermediari private furono concesse liberatorie in bianco, permettendo loro di muoversi in flagrante conflitto d'interesse. All'audizione della Fed è stato citato il caso di William Dudley, ex economista di Goldman Sachs, ora presidente della Federal Reserve di New York, al quale fu concesso di mantenere la proprietà di azioni di AIG e General Electric nel momento in cui autorizzava centinaia di miliardi di prestiti d'"emergenza" alle stesse. In un altro esempio di gigantesco conflitto d'interesse, fu permesso al CEO di JP Morgan Chase di rimanere nel consiglio d'amministrazione della Fed di New York mentre la sua banca riceveva 390 miliardi di prestiti e fungeva da stanza di compensazione principale dell'intero programma di prestiti d'emergenza della Fed.
L'audizione del GAO è stata possibile grazie ad un emendamento della legge Frank-Dodd introdotto dal sen. Bernie Sanders e molto contrastato. Nonostante le conclusioni incriminanti e la cifra di 16 mila miliardi di dollari, la storia ha ricevuto poca o nulla attenzione sui media. Si paragona la cifra di 16 mila miliardi con i 4 mila miliardi di tagli al bilancio chiesti dalle agenzie di rating.
Proprio le agenzie di rating ci portano ad un'altra gravissima imputazione nei confronti del segretario al Tesoro Tim Geithner. All'audizione del 27 luglio della Commissione Servizi Finanziari della Camera, il presidente di Standard&Poor's David Sharma e altri hanno confermato che dal marzo scorso David Beers, capo del rating del credito sovrano di S&P, e Tim Geithner si sono scambiati un gran numero di emails sull'argomento del rating del debito americano; che Beers ha posto gli USA sotto "osservazione negativa" in aprile; e che Beers e Geithner hanno da allora avuto contatti frequenti e regolari.
Mentre le agenzie di rating minacciavano da mesi di ridurre il rating USA, all'inizio di luglio Beers se ne è uscito dicendo che anche se il Congresso avesse alzato il tetto del debito pubblico, ciò non sarebbe bastato a mantenere la tripla A per gli Stati Uniti, ma che ci sarebbe stato bisogno anche di un pacchetto di tagli di 4 mila miliardi nell'arco di un decennio. Immediatamente, il Presidente Obama si è catapultato nei negoziati con il Presidente della Camera, il capogruppo repubblicano John Boehner, proponendo quello che lui ha chiamato il "big deal", e cioè proprio 4 mila miliardi tra tagli e aumento delle imposte, e dicendo di essere disposto a "mettere la Social Security [le pensioni], Medicare e Medicaid [la mutua] sul tavolo".
Sul tavolo invece dovrebbero andarci le agenzie di rating, che sono finanziate dalle stesse banche di cui proteggono i rifiuti tossici. Nessun governo vero accetterebbe di farsi dettare il bilancio da tali agenzie.