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Lo zucchero, protagonista negli ultimi due anni di rally clamorosi, che ne avevano portato il prezzo ai massimi trentennali, nel 2011 è diventato la Cenerentola delle materie prime: la sua discesa di prezzo, avviata ben prima del crollo del petrolio della settimana scorsa, l'ha portato ad avere la peggiore performance in assoluto tra le commodities, con oltre il 30% in meno da inizio dell'anno per lo zucchero grezzo.
L'ultimo record risale soltanto a inizio febbraio: le quotazioni all'Ice raggiunsero 35,31 cents per libbra, culmine di una corsa che da giugno 2010 aveva prodotto un rialzo superiore al 150 per cento. La volatilità – che ha sempre caratterizzato le contrattazioni di questo prodotto – rimane tuttora elevata. Ma da febbraio a oggi la discesa non si è mai interrotta, alleggerendo i prezzi di quasi il 40% e riportandoli qualche giorno fa sotto 21 USc/lb per la prima volta in 8 mesi. Nel frattempo gli speculatori hanno progressivamente abbandonato questo mercato, riducendo il numero di posizioni aperte ai minimi da 2 anni (l'orientamento di chi è rimasto è comunque in prevalenza rialzista: le posizioni "lunghe", o all'acquisto, superano quelle "corte" di circa 57mila lotti).
Dopo due anni di forte deficit, provocati da disastri climatici nei maggiori Paesi produttori, i fondamentali dello zucchero sono migliorati: anche se le scorte restano molto basse, la produzione di zucchero finalmente è in forte aumento e promette di crescere ancora di più nella prossima stagione. L'International Sugar Organization (Iso) ha rivisto proprio ieri al rialzo le stime, indicando che nel 2010-11 ci sarà un surplus di 0,8 milioni di tonnellate, destinato a superare 3 milioni nel 2011-12. La maggioranza degli analisti concorda e c'è anche chi si professa ancora più ottimista: Jonathan Kingsman, managing director dell'omonima società di brokeraggio, è convinto che l'offerta quest'anno supererà la domanda di 2,445 milioni di tonn. e che l'anno prossimo il surplus sarà addirittura quadruplo (10,575 milioni di tonn).
La vera rivelazione della stagione in corso è stata per tutti la Thailandia: il suo raccolto di canna da zucchero è stato così abbondante da sorprendere persino l'industria locale, spingendola a prolungare di un mese, fino a fine maggio, le lavorazioni. Bangkok, secondo fornitore mondiale dopo il Brasile, esporterà ben 6,65 milioni di tonn. di zucchero nel 2011, un record storico.
Decisivo per alleviare le tensioni sui prezzi è stato anche il ritorno sui mercati internazionali dell'India, dopo un bando all'export durato tre anni (e due anni successivi di forti importazioni). Ieri tuttavia l'Indian Sugar Mills Association (Isma) ha un po' smorzato gli entusiasmi, abbassando a 24,2 milioni di tonn. la sua stima finale sulla produzione del dolcificante: una quantità che difficilmente spingerà New Delhi ad autorizzare ulteriori esportazioni dopo le 500mila tonn. appena concesse.
Qualche preoccupazione arriva anche dal Brasile: il raccolto di canna si profila abbondante, ma è iniziato tardissimo a causa di piogge persistenti. Secondo gli industriali locali la produzione di zucchero nel Centro-Sud del Paese è addirittura indietro del 69% rispetto a un anno fa (quando però il raccolto fu eccezionalmente precoce). Nei porti di Santos e Paranagua ci sono già 55 navi in "coda", impossibilitate a caricare perché il prodotto non è ancora arrivato.