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Tassazione internazionale


 



 

Dai mutui alla piscina ecco tutte le agevolazioni del Fisco spiegate nella circolare delle Entrate

 

 

Dai mutui al 36%, dall'affitto per gli universitari fuori sede allo sport sino al via libera alle agevolazioni per l'acquisto anche all'estero di veicoli da parte di contribuenti disabili: gli sconti del Fisco sono sotto la lente. Arriva, infatti, la circolare (20/E) in cui l'Agenzia delle Entrate risponde ai quesiti dei contribuenti, fornendo i vari chiarimenti. Ecco il vademecum delle detrazioni.

DISABILI, OK DETRAZIONE ANCHE PER AUTO ACQUISTATA ALL'ESTERO: Le spese sostenute all'estero per l'acquisto di veicoli da parte di cittadini disabili hanno per il Fisco lo stesso valore di quelle effettuate in Italia e, quindi, sono detraibili con le medesime regole e gli stessi limiti.

NO SGRAVIO 19% PER ACQUISTO PISCINA TERAPEUTICA: Le spese per l'acquisto e la realizzazione di una piscina, anche se a fini terapeutici, non rientrano tra quelle detraibili al 19%. L'agevolazione riguarda infatti il trattamento sanitario, ma non anche la realizzazione o l'acquisto delle strutture nelle quali il trattamento può essere svolto.

SPESE SANITARIE, SÌ PSICOTERAPIA ANCHE SENZA PRESCRIZIONE: Le prestazioni professionali dello psicologo-psicoterapeuta rientrano tra quelle che possono essere rese senza prescrizione medica, che quindi non è necessaria ai fini della detrazione.

AFFITTO UNIVERSITARI FUORI SEDE, AD OGNI GENITORE SUO SCONTO: I genitori con due figli a carico che studiano in città diverse possono beneficiare entrambi della detrazione del 19% su ciascun canone d'affitto. I figli, infatti, sono titolari di due distinti contratti di locazione. I genitori, quindi, possono beneficiare dell'agevolazione entrambi per intero, considerando per ciascun canone pagato il limite massimo di 2.633 euro.

SPESE ISTRUZIONE, VIA LIBERA ANCHE A CONSERVATORI MUSICA: Le spese sostenute per l'iscrizione ai nuovi corsi istituiti presso i Conservatori di musica e gli Istituti musicali pareggiati risultano detraibili nella misura del 19%, al pari delle spese per l'iscrizione ai corsi universitari.

SPESE SPORTIVE, SÌ A STRUTTURE CONVENZIONATE COMUNI: Le spese per l'iscrizione annuale e l'abbonamento ad associazioni sportive e palestre convenzionate con i Comuni per ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni sono detraibili nella misura del 19%. Le spese devono essere certificate.

MUTUI, ACCOLLI E NUDA PROPRIETÀ: Gli interessi passivi sul mutuo, stipulato originariamente da entrambi i coniugi per l'acquisto dell'abitazione principale, possono essere detratti per intero (nella misura del 19% e per un importo non superiore a 4mila euro) dal coniuge che a seguito di separazione consensuale ha acquisito la proprietà dell'intero immobile e si è accollato le relative rate del mutuo. Questa possibilità è concessa anche nel caso in cui il mutuo risulti ancora cointestato presso la banca, a patto che ci sia un atto pubblico o una scrittura privata autenticata che dimostri che l'intero onere è sostenuto dal coniuge diventato unico proprietario.

DETRAZIONE PIENA PER NUDA PROPRIETÀ IN USUFRUTTO: Il nudo proprietario che ha stipulato un muto per acquistare la piena proprietà di un immobile concesso in usufrutto al figlio può detrarre, sempre nella misura del 19%, tutti gli interessi pagati con riferimento all'intero valore dell'immobile.

- 36%, OK PER ADDOLCITORI ACQUA IN MANUTENZIONE STRAORDINARIA: I contribuenti che installano addolcitori di acqua domestici possono usufruire della detrazione Irpef del 36% e dell'aliquota Iva agevolata del 10% se l'installazione dell'apparecchio comporta modifiche strutturali che comprendono opere di manutenzione straordinaria dell'abitazione e/o degli impianti.

 

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Bufera su tassa cani e gatti, relatore la ritira

Proposta in dirittura d'arrivo alla Camera, ambientalisti all'attacco


Bufera su tassa cani e gatti, relatore la ritira

ROMA - Pagare una piccola tassa su Fido e Pussy, cioé cani e gatti domestici, per permettere ai comuni di curare le colonie feline e prevenire il randagismo. E' questa la logica della legge sugli "animali d'affezione" approvata dalla commissione Affari sociali della Camera, ma la possibilità che i comuni ricorrano a una nuova imposta a fatto sollevare un coro di "no", sia dal mondo politico che da quello associativo. Tanto che il relatore, Gianni Mancuso (Pdl) ha annunciato il ritiro di questa imposta dalla legge.

"I comuni - dice il testo - possono deliberare l'istituzione di una tariffa comunale al cui pagamento sono tenuti i proprietari di cani e gatti e destinata al finanziamento di iniziative di prevenzione e contrasto del randagismo". Sì perché la legge impone ai sindaci e al servizio veterinario pubblico, una serie di compiti a tutela degli animali randagi, come le colonie feline o i cani liberi accuditi. Il testo, è il frutto dell'accorpamento di ben dieci proposte di legge presentate da tutti i gruppi che, dopo ben due anni di lavoro, è giunta all'approvazione da parte della commissione Affari sociali di Montecitorio. Il governo, con il sottosegretario alla Salute, Elio Cardinale, ha dato parere positivo, così come il sottosegretario al Tesoro Gianfranco Polillo durante l'esame da parte della commissione Bilancio per la copertura finanziaria della legge: questi ha detto di "concordare in linea di principio con l'istituzione di una nuova tassa sugli animali domestici". Ma sia nel Palazzo che fuori si alza un coro di 'no' specie nel Pdl, di cui pure fa parte il relatore alla legge, Gianni Mancuso.

Qualcuno è ricorso all'ironia, come il vicecapogruppo del Pdl Massimo Corsaro che cita Fantozzi: "é una boiata pazzesca"; altri usano parole forti ('vergognà, 'assurdo', 'idea sciagurata', ecc). Comuque i capogruppo Pdl al Senato e alla Camera, Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto, hanno detto perentoriamente che la legge "non passerà". Critiche anche da Idv e Verdi e da La Destra di Storace. Le associazioni, come i Codacons sottolineano che la tassa potrebbe paradossalmente favorire il randagismo, che invece la legge vuole prevenire. La presidente dell'Enpa, Carla Rocchi, annuncia che "si metterà di traverso". La Lav, Lega anti-vivisezione rilancia: se tassa ci deve essere allora colpisca "coloro che allevano a gli animali a fini commerciali o per coloro che li acquistano". La reazione ha spaventato Polillo, che su twitter ha fatto retromarcia: in Parlamento ha detto "solo una battuta". Alla fine anche Mancuso annuncia la retromarcia della propria commissione, come gli aveva chiesto di fare la commissione Finanze, espungendo la tassa. Ma il relatore la difende: era una tassa di scopo, "non ignorante, ma intelligente" che "permetteva ai Comuni di attivare un piccolo capitolo di spesa con cui affrontare la gestione degli animali, come i cani randagi o le colonie feline".