Financial Polis

  Expand All  |  Contact All

 




CANBERRA
Le minerarie australiane hanno dichiarato un'attività di ricerca e sviluppo dieci volte superiore a quella delle rivali canadesi. Il risultato, reso noto in un rapporto ufficiale, non metterebbe in evidenza la particolare intraprendenza delle società del Paese continente, quanto la maggiore generosità del Governo di Camberra, che permette di considerare come ricerca e sviluppo attività escluse come tali da Ottawa, concedendo così generosi sconti fiscali.
Il rapporto dell'agenzia governativa «Cutler Review of Innovation» è destinato a suscitare nuove polemiche alla luce della riforma del regime fiscale per le attività minerarie che il Governo australiano vuole mettere in atto.
La disparità tra Canada e Australia, come si diceva, è notevole: secondo il rapporto, su investimenti per 52,4 miliardi di dollari australiani (37,7 miliardi di euro), le società australiane avrebbero devoluto 5,3 miliardi in ricerca e sviluppo. In Canada, invece, con un totale maggiore di investimenti – 64 miliardi di dollari canadesi (44,7 miliardi di euro) – la cifra catalogata come R&S è stata pari ad appena 449 milioni.
«La grande differenza – commenta Nicholas Gruen, curatore del rapporto – è che le società australiane possono chiedere detrazioni per alcune spese di produzione, quali l'allargamento di un pozzo utilizzando tecniche innovative, mentre le canadesi non possono farlo».
Canberra ha preso la palla al balzo per rilanciare la sua riforma fiscale, che colpisce le detrazioni per R&S in tutti i settori industriali. La nuova legislazione, che sarà discussa in Senato nei prossimi mesi, darà un taglio a questo regime generoso, anche se promette di continuare a sostenere i comparti in difficoltà. E il settore minerario non può certo considerarsi uno di questi, dopo mesi di rally delle materie prime.
Proteste sono giunte dall'Australian Industry Group e dal Mineral Council of Australia, che sostengono che il nuovo regime penalizzerà l'attività di ricerca e sviluppo del Paese. Il portavoce dell'opposizione per l'industria e l'innovazione, Sophie Mirabella, ha dichiarato che il nuovo regime sarà altamente punitivo per l'industria locale. «L'attività manifatturiera e quella mineraria sono le colonne portanti della nostra economia – ha affermato – e i più grandi investitori in ricerca e sviluppo».
La battaglia è solo all'inizio.