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Intesa tra Ambiente e Sviluppo economico sugli incentivi del "quarto conto energia" per l'energia prodotta dai pannelli fotovoltaici. Il decreto interministriale domani sarà comunque sottoposto al parere (consultivo) del Consiglio ministri, poiché il tema è impegnativo politicamente e coinvolge anche le bollette di tutti i consumatori elettrici.
Martedì c'è stata una nuova mediazione con l'aiuto del sottosegretario Gianni Letta e ieri sera il ministero dello Sviluppo economico ha mandato all'Ambiente un testo di decreto di compromesso condiviso. Nella sostanza, il cambiamento accoglierebbe i dettami di una delibera tecnica dell'Autorità dell'energia sul cosiddetto Tica, testo integrato sulle connessioni attive, per dare a chi costruisce un impianto fotovoltaico una salvaguardia sulla certezza dell'incentivo che riceverà.
La divisione tra i due ministeri, che ha portato il decreto a slittare dopo la scadenza del 30 aprile prevista per legge, riguardava il momento in cui i nuovi impianti fotovoltaici avrebbero goduto dell'incentivo. Gli impianti riceveranno di un aiuto commisurato al momento in cui entreranno in servizio. Ma il sussidio sarà un po' più basso ogni mese, e quindi chi arriverà prima avrà un incentivo più cospicuo. A quale livello considerare l'incentivo cui si avrà diritto? L'Ambiente diceva: entro 60 giorni dalla certificazione di fine lavori. Lo Sviluppo economico diceva: al momento in cui Terna (per l'alta tensione) oppure l'Enel Distribuzione o gli altri gestori della rete locale (per la media e bassa tensione) faranno l'allacciamento dei pannelli alla rete elettrica.
Ieri l'intesa. L'incentivo partirà dal momento della connessione alla rete. Ma in caso di ritardo nell'allacciamento ci sarà una salvaguardia: la delibera dell'Autorità dell'energia sul Tica fissa regole rigorose per l'allacciamento e impone sanzioni alle società della rete elettrica che si presentano in ritardo all'appuntamento per connettere alla rete i produttori di elettricità solare.
Il decreto prevede che ai tempi stabiliti dall'Autorità dell'energia si aggiunga un indennizzo per il proprietario dei pannelli che ha subìto un ritardo. In altre parole, se per allacciare la centrale solare è stato superato il tempo massimo, il proprietario dei pannelli prenderà l'incentivo più basso (quello del mese successivo) ma avrà diritto a un indennizzo per quella differenza che ha perso a causa del ritardo.
Il decreto dovrebbe essere firmato oggi o, più probabilmente, subito dopo il parere del Consiglio dei ministri.
Oggi, dopo i due giorni del meeting Pv Summit, a Verona sarà questo l'argomento centrale della dodicesima edizione del Solarexpo, in programma fino a venerdì alla fiera. All'apertura di stamane era previsto l'intervento del ministro Paolo Romani (Sviluppo economico), per il quale sarebbe stato un ottimo successo di consenso sventolare il decreto fresco di firma davanti alla platea di imprenditori dell'energia pulita, ma con ogni probabilità Romani oggi è costretto a Roma dal voto delicatissimo sulla questione libica.
L'energia è un tema caldissimo, non a caso oggi la federazione confindustriale Anima (meccanica) e le sue associazioni specializzate nel settori delle fonti pulite di energia (Assoltermica, Climgas, Coaer e Italcogen) interviene per mettere in guardia sull'eccesso di aiuti destinati al segmento fotovoltaico, cioè quello che si basa sulle proprietà del silicio, minerale che emette un flusso di corrente elettrica quando è colpito dalla luce. Ma ci sono altre (e più efficienti) forme di energia pulita, come la cogenerazione, l'aeraulica, la climatizzazione efficiente e soprattutto i pannelli solari termici, quelli che usano il sole per scaldare l'acqua, i quali hanno un rendimento energetico assai più alto rispetto ai pannelli solari fotovoltaici.
Le aziende aderenti all'Anima osservano che fanno efficienza energetica e producono energia pulita ma non godono della stessa attenzione e degli stessi incentivi di altri segmenti: se avessere 10 miliardi di euro per 15 anni potrebbero diventare i leader al mondo, potrebbero troplicare gli 1,6 milioni di addetti, consentirebbero al sistema Italia di risparmiare in 20% di energia,che oggi si acquista all'estero sotto forma di metano, petrolio, carbone ed elettricità.