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Finora sei Pmi italiane su dieci hanno trasferito nella "nuvola" informatica le applicazioni per gestire posta elettronica e risorse di storage. Ma seguono un percorso a due velocità. Da tempo sono all'avanguardia in Europa nella virtualizzazione delle infrastrutture. Resta, invece, ancora molta strada da fare rispetto alle altre nazioni nell'adozione ad ampio raggio del cloud computing: è una tecnologia che permette alle aziende di superare il perimetro tradizionale dell'ufficio e di ridurre i costi attraverso un insieme di piattaforme, software e infrastrutture accessibili mediante internet. Che abilitano una maggiore flessibilità e la possibilità di interazione da ogni luogo.
Secondo la ricerca di Dynamic Markets, il 77% delle Pmi utilizza la virtualizzazione: la media europea delle altre sette nazioni incluse nell'indagine è del 73 per cento. Inoltre in Italia il 60% delle Pmi ha spostato nella "nuvola" informatica le risorse di storage e le applicazioni per gestire la posta elettronica: quattro su dieci hanno trasferito anche i pacchetti per ufficio verso il "cloud". Si tratta dei primi passi di un'evoluzione tecnologica in corso che conquista consensi in Europa e negli Stati Uniti. Sono più lenti, invece, il trasferimento delle risorse di calcolo (33%) e del desktop computing (27%) oltre i tradizionali perimetri aziendali. In particolare, secondo l'analisi, il 79% delle aziende europee e il 69% delle italiane hanno affidato alla "nuvola" informatica una parte dell'infrastruttura e delle applicazioni che erano già virtualizzate. Lo studio include 1.600 decision maker dell'information technology nelle imprese di Francia, Germania, Italia, Olanda, Polonia, Russia, Spagna e Regno Unito.
Il cambiamento è accelerato dalla necessità di ridurre i costi e aumentare la produttività. Saranno tre le aree chiave per lo sviluppo tra le Pmi italiane nei prossimi mesi: infrastrutture it, virtual desktop e applicazioni software. «Dalla seconda metà dell'anno vedremo una maggiore adozione della "infrastucture as a service", ancora limitato in azienda», sottolinea Alberto Bullani, regional manager di VMware Italia. Conta anche la diffusione dei tablet e di altri dispositivi portatili. «Saranno necessari virtual desktop perché le risorse dovranno essere nella nuvola», osserva. E aggiunge: «Bisognerà anche riscrivere le applicazioni in modalità nativa cloud». Pubbliche amministrazioni locali e strutture sanitarie territoriali sono state le prime a cogliere le opportunità del cloud computing.

 

 

 

Al link Tecnologie, tutti i risvolti del "cloud"
LA PAROLA CHIAVE
Cloud computing
Il cloud computing è l'insieme delle tecnologie che consentono di utilizzare potenza di calcolo e altre risorse informatiche attraverso internet, senza gravare sui propri server o pc. Di fatto si usa l'It come una utility, un po' come l'elettricità: i clienti pagano solo le risorse e i software che usano effettivamente. L'It diventa un servizio: invece di investire in costose infrastrutture per database e software, una società terza li ospita sui propri server; la società-utente vi accede quando ne ha bisogno mediante internet (la "nuvola", che ne spiega il nome).