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Scontro fra Ambiente e Sviluppo economico sul decreto ministeriale per gli incentivi del quarto conto energia alla corrente elettrica prodotta con i pannelli fotovoltaici. Lo scontro riguarda gli allacciamenti degli impianti alla rete elettrica e sta facendo slittare la firma del decreto, che era prevista per ieri. Con ogni probabilità il contenzioso sarà risolto martedì da un Consiglio dei ministri. Il decreto ministeriale era previsto da un decreto legislativo dei primi di marzo, il quale dava tempo ai ministri Stefania Prestigiacomo e Paolo Romani di firmare il provvedimento applicativo entro il 30 aprile.
La settimana scorsa era stato concordato un testo completo e organico, che è stato sottoposto al parere della Conferenza Stato Regioni per il via libera finale. Giovedì le Regioni avevano contestato il decreto, ma Romani e Prestigiacomo avevano deciso di firmarlo comunque entro ieri.
Ma giovedì si è aperto un dibattito tra i due ministeri. In serata, accogliendo un suggerimento delle regioni, il ministero dell'Ambiente ha spedito a quello dello Sviluppo economico una proposta di modifica di un passo ben preciso. Diversi i punti di differenza. «Insistiamo per esempio per un "decalage" forte dell'incentivo anche nel periodo transitorio – spiegano al ministero dello Sviluppo economico – senza né registri né tetti massimi».
Il testo di decreto messo a punto dallo Sviluppo economico dice che l'incentivo in conto energia ai pannelli fotovoltaici va conteggiato dal momento in cui i dispositivi cominciano effettivamente a immettere i chilowattora nella rete elettrica, cio all'entrata in esercizio. E il testo dello Sviluppo economico non impone alle società delle reti elettriche (le maggiori sono Enel Distribuzione e Terna) un tempo massimo per allacciare queste centrali alla rete.
L'Ambiente ha proposto una gestione diversa. Gli incentivi si pagano a partire dall'allacciamento ma in ogni caso entro due mesi giorni dalla certificazione che dimostra che l'impianto è stato completato ed è pronto a produrre. Che sia o no allacciato alla rete.
Che cosa dicono le due posizioni?
Lo Sviluppo economico afferma che va incentivata soltanto l'elettricità effettivamente prodotta dai pannelli solari. In caso diverso, i consumatori pagherebbero sulla bolletta elettrica gli incentivi anche per elettricità fotovoltaica che non va ancora nella rete. Inoltre qualcuno potrebbe avere interesse a certificare il completamento dell'impianto e poi a incassare l'incentivo senza curarsi che i pannelli vengano allacciati alla rete elettrica, com'era accaduto nel segmento eolico quando fu riconosciuto l'incasso dei certificati verdi anche per gli impianti non ancora allacciati ai cavi elettrici.
Secondo l'Ambiente, invece, chi si è impegnato con un mutuo o un project financing rischia di trovarsi scoperto per i ritardi nell'allacciamento che spettano alla società locale di distribuzione in bassa tensione (in genere l'Enel distribuzione) o in alta tensione per le grandi centrali (Terna).
Non a caso da mesi si stanno allungando i tempi di allacciamento, con prenotazioni con durate degne di un esame alla Asl. Il timore dell'Ambiente è che si apra una nuova stagione di corsa alle richieste di allacciamento, con la discrezionalità di chi deve svolgere il lavoro: per esempio potrebbero slittare in coda gli allacciamenti dei piccoli impianti. Inoltre, l'incentivo del conto energia scende con il passare del tempo: qualcuno, per guadagnare un incentivo più saporito, potrebbe pagare per indurre un'accelerazione del lavoro.
Nel frattempo, sul tema del nuovo testo del conto energia è intervenuta ieri l'Assoelettrica, l'associazione confindustriale che riunisce le oltre cento principali aziende elettriche. L'associazione esprime «disappunto per la posizione assunta dalla Conferenza Unificata», conferma il sostegno a Romani e al Governo, ma soprattutto Assoelettrica «auspica che il decreto sia emanato al più presto, al fine di garantire certezza normativa agli operatori del settore».
Una nota a margine. In questi giorni Gabriele Puccetti di Rinnovabilitalia (una esco, cioè un'energy saving company) propone un nuovo metodo per calcolare gli incentivi. L'algoritmo "pay back strategy" consente di individuare per ciascun impianto, dal pannello sul tetto di casa fino ai grandi campi solari, l'incentivo più corretto comprensivo dei costi sostenuti per l'istallazione.